venerdì, 04 luglio 2008
Er riggiro che quanno se sbanca
fà da sponna e sarta e zompa palla
che manco a guardalla se riesce da
fermalla... e scemo che ciocca...
che ormai je sortita bocca....
aperta deve che  solo subbilla ...
a favella che nun cià più lucchetto
spazza e n'tona marcia e spacca
triangolo fesso....e spizzata d'angolo
fà da scasso ar sistema che spigne
e trova spasso...e che quanno ermo
pià pizzo esce sfatto....

e pe questo...

lancio effetto sinistro che ariggira
sfera e je dà gancio...a divurgaje
er resto facenno nizza e scavarcanno
panza che s'abbotta a forchetta...
organizzata e da sola esce n'coperta
senza manco che ce se l'aspetta....
e così abbocca...cò tutta l'antra
risposta... e adiventa chiara...
l'adunanza che appiccica cor
tutto er puzzo .....er lercio e er
passo farso... che continuanno a
piàto occhio orecchio mancanno
però de fiato....pò solo che annà drento
cò tutto er gruzzolo.... e tratto fà la
storta che n'pazza e n'controllata
capitombbola e pilastro...se fà
così piccolo da esse a sottocosto
e che manco n'belato arimediato...
...a strozzo...
je serve a ridaje artezza pe fanne
spago.... che corto pò allaccià
a mala pena ciavatta e tenenno
striscia de serpe che onneggia...
che fà finta che attacca cò zanna
aperta pe fermà...
corsa ma diventa guida...e cor viscido
corpo scaja boccia  come  n'siluro
pe n'trà n'buca..... in otto e diretta.

E sì...la rete è propio nà gran scoperta
caro Pippo e a proposito de questo piàte
stà  bella Favela!




Deve scontare una pena complessiva di 12 anni e undici mesi

Terrorismo, catturato in Brasile

l'ex Nar Pierluigi Bragaglia

Condannato in Italia per banda armata e associazione sovversiva, rapina e sequestro di persona

ROMA - Sono state avviate allo scorso mese di aprile le indagini dei Carabinieri del Ros che giovedì sera hanno portato all'arresto, con il concorso della Polizia Federale brasiliana, di Pier Luigi Bragaglia, latitante dal 1982, esponente dei Nuclei Armati Rivoluzionari. L'attività investigativa dei militari dell'Arma, diretta dalla procura di Roma, era finalizzata alla localizzazione di Bragaglia - che deve scontare una pena complessiva di 12 anni e undici mesi di reclusione per rapina aggravata, sequestro di persona, ricettazione, detenzione e porto abusivo di armi, banda armata e associazione sovversiva - nel quadro di una più ampia attività di ricerca dei latitanti di matrice eversiva. Diversi elementi raccolti nel corso delle indagini, su cui viene mantenuto il riserbo, hanno portato i carabinieri in Brasile, dove si riteneva che il latitante potesse trovarsi.

LA CATTURA - Giovedì sera, dopo alcuni giorni di attività di osservazione e pedinamenti, Bragaglia è stato individuato ed arrestato dalla polizia federale brasiliana, che ha operato in concorso con personale del Ros, a Ilhabela, un piccolo centro nello Stato di S. Paolo. Bragaglia, che utilizzava un falso passaporto venezuelano, era titolare di un piccolo albergo - Chalet do Paolo - ed era anche proprietario di un deposito di bevande. Durante la perquisizione nella sua abitazione è stata trovata una pistola nascosta sopra un armadio. L'uomo è stato condotto nel carcere federale di S. Paolo in attesa di estradizione e dovrà subire anche un procedimento per i reati federali connessi al possesso dell'arma e del documento falso.

AMICO DI MAMBRO E FIORAVANTI - Comincia agli inizi degli anni '70 - in alcuni quartieri a nord di Roma, un contesto ambientale all'epoca fertile - il percorso eversivo dell'ex Nar Pier Luigi Bragaglia, arrestato dopo 26 anni di latitanza. Il quartiere di Vigna Clara, piazza dei Giuochi Delfici, via Cortina d'Ampezzo, via Flaminia e via Cassia rappresentavano in quegli anni alcuni dei principali punti di ritrovo dei giovani militanti dell'estrema destra. E Bragaglia viveva in una zona di Roma dove abitavano elementi di spicco dei Nuclei Armati Rivoluzionari. Nei primi anni '70, Bragaglia era uno dei leader di un gruppo ritenuto responsabile di una serie di aggressioni e intimidazioni nei confronti di extraparlamentari di sinistra, finalizzate a mantenere il «controllo della piazza». Per questi reati, compiuti in un contesto di «azioni antidemocratiche proprie del partito fascista», il 9 novembre 1977 i pm di Roma emettono un ordine di cattura nei suoi confronti e di altri appartenenti ai Nar. L'amicizia con esponenti di spicco della formazione terroristica, tra cui i fratelli Fioravanti e Francesca Mambro, ha determinato una svolta nella carriera eversiva di Bragaglia e ne ha favorito lo stabile inserimento nei Nuclei Armati Rivoluzionari, «in cui si evidenzierà - sottolineano gli investigatori del Ros - per capacità militari e determinazione». Nel 1982 Bragaglia ha fatto perdere le sue tracce.

04 luglio 2008 Corriere della Sera



POL - Viminale, Maroni riceve Confederazione Giudici di Pace
 
Roma, 25 giu (Velino) - Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha ricevuto oggi al Viminale Stefania Trincanato e Franco Pinardi, presidente e segretario della Confederazione dei Giudici di Pace. Sono state concordate con l’associazione forme di collaborazione nelle materie di competenza del ministero dell’Interno a partire dalle norme contenute nel pacchetto sicurezza, con particolare riferimento al reato di immigrazione clandestina. Al ministro è stata consegnata anche la tessera onoraria dei Giudici di Pace. Lo rende noto un comunicato del Viminale.
Ma guarda er caso Lega e Romani (cremonesi) ciànno lì stessi amichi



Tutti i trucchi per tutelare la mafia

Le incongruenze tra l’articolo 11 e 12 del disegno di legge sulla sicurezza. L’espediente che tutela ogni giorno 200 milioni di euro, che passano dagli imprenditori alla prima azienda nazionale: la criminalità organizzata

di Vincenzo Mulè

Un rebus di carattere giuridico rischia seriamente di vanificare ogni azione dello Stato contro il patrimonio della mafia. Se da un lato il ministro Maroni continua a dirsi d’accordo che uno dei modi più efficaci per colpire la potenza mafiosa è proprio quello di paralizzarne i beni con la confisca ed il loro riutilizzo a fini sociali, dall’altro l’azione del governo di cui il leghista è uno dei massimi esponenti sembrerebbe andare in un’altra direzione. Nel disegno di legge n. 733 del 3 giugno 2008, quello per intenderci delle disposizioni in materia di sicurezza, la questione della completa separazione tra misure di prevenzioni personali e patrimoniali non è stata risolta. Anzi, due articoli rischiano di rendere la faccenda ancora più ingarbugliata. Dei venti articoli che compongono il disegno di legge, sei (dal dieci al quindici) modificano la disciplina che regola la lotta alla criminalità organizzata. Più nel dettaglio, sono proprio gli articoli 11 e 12 che creano, secondo quanto denunciato dalla stessa antimafia, confusione sulla materia.

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categoria:li pajacci, lì fanti, nà cupola esposta, nà serpe nera, er burdogghe scemo, er bacherozzo mpietrito, li svaporati
mercoledì, 02 luglio 2008
Abbeverannose a fonte chi pe
l'arsura chi pe nun arimanè
senza...se cammina...e quarched'uno
generoso...vedenno che c'è
chi se sventola e che sembra
sempre che nun trova...
..e facennoje pena...
...a stò poro assetato...
je dà quarche preziosa sua
goccia d'acqua fresca e zuccherata...
e che n'vece....da bevesela
quell'antro..ce ne se fà scorta e
goccia a goccia se ariempie
...la boraccia...tanto cò
stà scusa manco cerca...e
essenno a secco d'argomento...
e de materia...e che de solito...
je fà più piacere...stà commodo
sbracato a sede...
e se nun c'è scambio
de n'teresse nimmanco se move...

...compagno de strada...

che nun vole sentì sonata...
e cò la camicia scolorita...
ce apre gentirmente n'sieme bottega...
abbeverannose drento vasca
de nà qualunquista
annaffiata...che tanto n'torbidita
pare sia parecchio stagnata...

ma pe questi...je basta e ce se
disseta...pe nun sfonnà e nun
disturbà troppo sistema...
che cò nà cantata
...e nà serata...occupata...
se rinfresca più che bandiera...
ce giova esercizio de
bira alla spina...

finenno...che più da volè
fà passeggiata pe nà gita...
ce se marcia...sù Roma...

e perciò se ariporta a casa
goccia...rigalata e male gestita
pe ardiventà...fonte che se giusta
...n'controcorente...
e n'salita... ariviè rindirizzata...
pe nun avè inutile foriuscita...
diventanno pe tutti dissetata
ripartenno...e piano piano
a renne a vista vera...miraggio
diventato trucco de malavita.
 
Certi soggetti "ex"
ciànno la faccia...
così....personalizzata...
che riescheno
puro attaccà giornale che prima da
proferì parola contro je se
dovrebbe aricordà la propia cariera nera.



e pe nun dimenticà mò ja ricordamo
n'antra vorta la storia...Mario Brutto giornalista dell'Unità



Blitz contro il clan Ditommaso-Taddone
sequestrate armi e droga

Nel corso dell'operazione, a cui hanno partecipato oltre quaranta persone tra carabinieri e agenti di polizia sono state sequestrate numerose armi di vario calibro e relative cartucce e numerose sostanze stupefacenti

Foggia, 28 giugno 2008 - Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri e agenti di polizia di Cerignola, in provincia di Foggia, stanno eseguendo controlli e perquisizioni in locali, box e abitazioni in cui risiedono personaggi vicini al clan Ditommaso-Taddone, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, rapine e estorsioni in danno di professionisti ed attività commerciali.

Nel corso del blitz, a cui hanno partecipato oltre quaranta persone tra carabinieri e agenti di polizia sono state sequestrate numerose armi di vario calibro e relative cartucce e numerosissima droga. Molto del materiale sequestrato era nascosto anche nei vani ascensori delle abitazioni. I dettagli del blitz saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà nella tarda mattinata presso gli uffici del commissariato di Cerignola

Cervello: GdF, su internet droga fatta con onde sonore

01 lug 17:06

ROMA - Particolari onde tra i 3 e i 30 Hertz, frequenze che agiscono sul cervello umano, possono innescare le piu' diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l'attivita' cerebrale, in modo simile alle droghe. E' l'allarme droghe on-line lanciato dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza. Secondo quanto riportato, basterebbe collegarsi al sito giusto e scaricare speciali file per ottenere sequenze sonore dal nome che e' tutto un programma: ''marijuana'', ''cocaina'', ''alcol'', ''ecstasy''. Ancora sconosciuti gli eventuali rischi per la salute o la possibile dipendenza che queste nuove ''droghe'' creerebbero. Sono gia' centinaia le pagine web dedicate al nuovo sballo. (Agr)

Pensa stà bella tecnica in mano a quarche banda ...Radio



San Lorenzo: sequestrato un kg di khat

02/07/2008
I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo, nel corso di un servizio antidroga, hanno arrestato un pregiudicato somalo di 23 anni, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo spacciatore è stato intercettato e bloccato, nei pressi di Piazza dei Siculi, con 1,3 chilogrammi di "Khat", una particolare sostanza stupefacente di tipo etnico, nascosta all'interno di una borsa. L'arrestato sarà giudicato con rito direttissimo mentre la droga è stata sequestrata.
(Redazione di Romauno)



È il «garante» di Alemanno il prete arrestato per pedofilia
di Massimiliano Di Dio


«È un grande dolore». Tutto qui quello che il sindaco di Roma Gianni Alemanno riesce a dire dell’arresto di don Ruggero Conti, uno dei «garanti per la famiglia» della sua amministrazione, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di alcuni minori dell’oratorio. I radicali lo sfidano: si costituisca parte civile. Ma il sindaco fa finta di niente. E formalmente lo mantiene in carica.
Don Conti accusato di aver violentato minori
I radicali: «Sindaco parte civile». Ma lui tace


DA REGINA COELI, dov’è detenuto da quattro giorni, don Ruggero Conti nega ogni addebito. Anzi incalza: «È tutto un complotto. Sono tutte falsità frutto di cattiveria e gelosia» mentre una parte dei fedeli è incredula: «Lo aspettiamo a braccia aperte». Ma
gli inquirenti hanno ricostruito dieci anni di abusi nella sua parrocchia, partendo dalla denuncia di un altro sacerdote e arrivando alle testimonianze per ora di sette giovani, all'epoca tutti minorenni. E le accuse contro don Conti, 55 anni della parrocchia romana Natività di Maria Santissima, sembrano reggere. Al punto che si è arrivati all'arresto con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora il suo caso crea non poco imbarazzo anche in Campidoglio dove solo alcuni mesi fa, prima della campagna elettorale e quindi prima di finire in manette, don Ruggero era stato nominato dallo stesso Alemanno garante per le politiche per le periferie e la famiglia. I radicali ieri hanno chiesto al primo cittadino di costituirsi parte civile. Ma Alemanno non ha risposto. «È stato un grosso dolore. Chiedo ai magistrati tutta la chiarezza possibile e di non fare sconti a nessuno» si è limitato a dire.


venerdì, 27 giugno 2008
Affacciata de Finestra
che se spalanca e fà
da reggi moccolo...

...basta che parli...

a n'muro che pare...
che chiude frontiera...

...occhioni bbelli...

de nà stanzetta oscura...
...e che nun je daresti mezza
lira...e che n'vece da scrigno
n'giojellato e sbriccicoso nisconne...
n'tesoro...

a stà Finestra ce stà
nà sbocciosa de Rosa
n'mprofumata

e guardanno da spettatore...
se vede passanno forestiere
vele abbassate e odori gialli limoni
succosi e fragolosi baci dà riempì...
bocca illumata...de raggi
spampanati...
...che abbruciano pelle
d'ambra profuma....n'granita 
de mare...che se arruga dar
soffio che viè giù da collina
e che se
...spaparanza su fronne...
che ondulanno come campane...
...je fanno da cuscino..
de n'riparo che Giustizia ja
n'mbastito...e .
...riposannose pe
la fatica...de stà sgobbata...
e carezzanno...abbraccicato...
...ce se abbandona...
stordennose de stà infinita perfezione...
n'dorce respiro d'Amore...e morbido...
seno rosato...che solo nà mente divina
raggiona e
..che tutto aripara tutto sistema...
riportanno scojera pe arginà...
bagnoasciuga...co nà ventata!
 

casuale se n'travede...godennoselo
fino alla fine...ribbartone
de chi se crede che nissuno lò smove e
da essese sistemato...a dovere
...sur loggione
ma me dispiace nun ce sò qui...
più ne pupari ne padroni...
ne avanzi ciancicati da cani
neri.

Hasta la Victoria Siempre!



Coppie di Fatto

A distanza di appena due mesi dall'elezione del neofascista Alemanno e le polemiche sugli apparentamenti pre-ballottaggio, l'unione tra Storace e Alemanno si è finalmente consumata.



L' intervista Il magistrato di piazza Fontana:

«Impunità per i protagonisti che sveleranno i misteri»
Il giudice Salvini: sì a una commissione con giuristi e storici


09/05/2008 Corriere della Sera

MILANO - Nella prima giornata dedicata alle vittime del terrorismo, Guido Salvini, giudice in molte inchieste sul terrorismo, invita alla riconciliazione e rilancia la proposta dell' ex presidente della commissione stragi Giovanni Pellegrino di una commissione che, almeno sul piano storico, faccia luce sugli anni di piombo e della strategia della tensione. Dottor Salvini, si celebrano le vittime, ma l' Italia non ha ancora voltato pagina. «La giornata della memoria è il frutto di una legge condivisa, votata da tutti i partiti, che esprime un principio forte: la vita umana, anche dell' avversario, è un valore assoluto, non vi può essere una graduatoria tra le vittime e la memoria di tutte. Per evitare che si trasformi in una vuota celebrazione, deve tendere non solo al ricordo, ma anche alla riconciliazione e soprattutto alla verità. Il futuro di una società e la vita dei singoli non possono fondarsi per sempre sul rancore. Vi sono stati momenti di riconciliazione tra vittime e responsabili di violenze negli anni di piombo. In queste occasioni può chiudersi un ciclo di sofferenze, a patto che, grazie ai processi, si sia fatta in quel singolo evento piena giustizia. A patto che gli ex terroristi rinunzino ad ogni ostentazione e riconoscano non solo di aver sbagliato tempi e strategie, ma qualcosa di più e cioè che la loro sconfitta personale e quella dei loro progetti è stata un bene per tutti». E se la giustizia non riesce a fare il suo corso? «Non può esserci vera riconciliazione nei non pochi casi in cui la giustizia ha dovuto fermarsi e vi è stata poca o monca verità. La storia e gli anniversari ci ripropongono tragedie rimaste insolute o non chiarite in modo soddisfacente nella loro genesi e nelle loro motivazioni profonde: stragi come piazza Fontana, di cui è certa solo la paternità della destra, o Ustica, crudeli assassini di giovani come Fausto e Iaio e altri sia di destra sia di sinistra. Altri eventi restano in parte oscuri, come l' assassinio di Aldo Moro, scelto, nella data, come riferimento del giorno della Memoria. Di altri eventi ancora, come l' omicidio Calabresi e la strage di Bologna, nonostante le condanne certo non sappiamo tutto o forse sappiamo ben poco. Per tentare di rispondere a queste domande di verità se non di giustizia Giovanni Pellegrino ha proposto la costituzione di una commissione prima che tutti gli attori di quelle vicende scompaiano». Perché dovrebbe avere successo laddove hanno fallito altre commissioni e le inchieste? «Prima di tutto non deve essere la solita commissione di inchiesta politico-parlamentare con i suoi ritorni strumentali e le grancasse mediatiche, ma una commissione per la verità formata da giuristi, storici e personalità indipendenti». Con quali compiti? «Come ha ipotizzato Pellegrino nel libro "Segreto di Stato", dovrebbe raccogliere con serietà e senza obiettivi ambigui le testimonianze di chi, ex terroristi, uomini politici, uomini dei servizi segreti e semplici testimoni che hanno avuto la ventura di entrare in contatto con quegli eventi, sentano di poter dire qualcosa su ciò che di quegli anni è rimasto sepolto e che è magari occasionalmente affidato solo a frammentarie interviste o memoriali». Cosa le fa pensare che qualcuno si presenti? «Per facilitare questa scelta i racconti potrebbero essere resi pubblici solo al termine dei lavori e qualora a carico del testimone o di altri dovessero profilarsi reati commessi nel passato, non vi sarebbe comunque punizione. Una scelta che non deve scandalizzare perché di fatto l' impunità giudiziaria si è già compiuta, non vi sono, salvo per la strage di Brescia, processi in corso e comprendere e sapere vale comunque più di ipotetiche carcerazioni. Per questa operazione di verità, che può restituire alla società e ai familiari il senso della morte di tante persone, non è troppo tardi. Serve coraggio, anche per rivedere eventualmente i propri schemi di interpretazione, serve una legge, anche se qualcuno può pensare che nel paese vi sono solo altre priorità, e sarebbe determinante per far nascere la commissione un intervento del capo dello Stato. Il passato, se ancora terreno di dicerie, ricatti, strumentalizzazioni e accordi indicibili, può condannare una società a ripetere gli stessi errori nel futuro e solo la verità sulle sue ombre è un anticorpo ed anche la strada per una piena riconciliazione». * * * In toga Piazza Fontana Nel 1998 chiede il rinvio a giudizio di 8 persone accusate di essere gli autori materiali della strage. Nel 2005 la Cassazione assolverà gli imputati Neofascismo Segue le trame nere legate alla «strategie della tensione» Mafia Nel febbraio scorso firma l' arresto dell' avvocato Giuseppe Melzi per i suoi legami con la ' ndrangheta

Guastella Giuseppe



RICATTI, BOTTE E MINACCE AI CRONISTI DEL CALCIO

Repubblica — 22 ottobre 1996   pagina 21   sezione: CRONACA

ROMA - Giornalisti sotto il tallone degli ultras, minacce, "avvertimenti", irruzioni, perfino qualche pestaggio. Un clima di paura che aleggia nelle redazioni sportive dei quotidiani romani e di quasi tutte le radio e le televisioni locali tanto che alcune firme piuttosto note sarebbero state costrette a scrivere sotto pseudonimo per timore di ritorsione. Questa, secondo la Digos romana, la situazione, a dir poco drammatica in cui vive chi, per lavoro, si occupa di calcio (e in particolare della Roma) nella capitale. Dopo una lunga indagine fatta di intercettazioni telefoniche e testimonianze più o meno "coperte", gli agenti del vicequestore Domenico Vulpiani hanno chiesto e ottenuto dal Gip nuovi provvedimenti per cinque dei sette ultras giallorossi già arrestati il 27 settembre scorso per una storia di ricatti alla società sportiva. Si tratta di Mario Corsi, 38 anni, alias "Marione", Fabrizio Carroccia, di 26, Giuseppe De Vivo, 36 anni, "Peppone" (figura storica della tifoseria più scatenata), Fabio Mazzei, 33 anni, "er Mafia" e Guglielmo Criserà, 25 anni. I primi quattro sono agli arresti domiciliari mentre a Criserà, in libertà vigilata, è arrivato il divieto di assistere, per un anno, a qualunque manifestazione sportiva. Impressionante l' elenco delle accuse: un' irruzione all' emittente "Radio Radio" nel gennaio ' 96 durante la quale il conduttore di una trasmissione fu costretto a mandare in onda un nastro registrato che conteneva, tra l' altro, pesanti accuse a un giornalista del "Messaggero" (Corsi, Carroccia e Criserà). Un vero e proprio blitz all' emittente "Tele Roma Europa", nel gennaio ' 93 con gli ultras che impongono, pistola in pugno, la loro presenza sullo schermo (De Vivo e Carroccia). Striscioni minacciosi contro un giornalista de "l' Unità", telefonate minatorie alle redazioni di "Radio Incontro", "Radio Radio", "Tolk Radio" e "Spazio Aperto". Un radiocronista che, dopo il derby del 18 febbraio ' 96 viene lanciato in aria per tre volte, tra insulti, pugni, sputi e slogan fascisti. E ancora: una pattuglia di ultras che durante la partita Roma-Torino costringe gli addetti alla porta della Curva Sud ad aprire e a far entrare tutti gratis (Mazzei). Il presidente della Roma, Francesco Sensi, circondato da una calca minacciosa in Tribuna Stampa, il 12 maggio e costretto a una sorta di "intervista" forzata (Carroccia). "Molti giornalisti non volevano denunciare le minacce" spiegano alla Digos "e alcune situazioni a rischio sono venute fuori con le intercettazioni". Ma intanto, dalle redazioni, è una pioggia di smentite: "Nessuna irruzione, gli ultras chiesero semplicemente di partecipare a una trasmissione e noi glielo accordammo di buon grado, visto che si parlava di loro" dice l' editore di "Radio Radio", Pino Castiello. E Giulio Galasso, firma di punta dello sport (ed ex agente di polizia) "Ma quale paura? Sono solo quattro scemi". Fabrizio Piacenti, di "Super 3" (ex T.R.E.) è sulla stessa linea: "Nessun blitz, solo un dibattito. Tanto che il conduttore ebbe perfino il premio ' Cuore di Curva' . Se c' è da punire qualcuno bisogna mirare bene". - di MASSIMO LUGLI

http://ricerca.repubblica.it/



ROMA, FINISCE IN TRAPPOLA LA BANDA DELL' OLIMPICO

Repubblica — 28 settembre 1996   pagina 19   sezione: CRONACA

ROMA - Volevano trasferte pagate, ingressi di favore. Pretendevano vantaggi di tutti i tipi per entrare allo stadio e assistere alle partite della Roma, per fare il tifo nella curva sud. Il metodo era sempre lo stesso, l' estorsione. Se le pretese non venivano esaudite scattavano violenze e minacce. Intimidazioni contro i funzionari della squadra giallorossa. Li avvertivano sempre in tempo: "Sugli spalti potrebbe scoppiare il caos, se non fate come diciamo noi ci saranno problemi di ordine pubblico, non riuscirete a tenere sotto controllo la situazione". Adesso sette della banda dell' Olimpico sono agli arresti domiciliari. Alcuni hanno precedenti legati alla tifoseria estrema, altri hanno fatto parte di gruppi di destra. Ma il numero dei fermi è destinato ad aumentare. Un' inchiesta cominciata nella primavera di quest' anno. Sei mesi di interrogatori. Gli uomini della Digos hanno perfino una serie di filmati girati nella curva sud. Video analizzati al millimetro, sequenze che dimostrano la storia dei biglietti illegali. Tessere che sono finite sotto sequestro. Qualcuno, incalzano gli investigatori, ha voluto denunciare una situazione "diventata ormai ingestibile". Troppe pretese. Troppe vittime. E tra queste spuntano anche alcuni cronisti sportivi. Gli avvocati della Roma però gettano acqua sul fuoco. Dice Lubrano: "Non so nulla di tutta questa storia, non sono stato informato". E Ferrero, secondo legale: "Non c' è stato nessun esposto da parte della società. Noi non intratteniamo rapporti con i tifosi. La Roma non dà biglietti gratis né fa concessioni. Non so se il fatto che la squadra non abbia nessun rapporto possa aver giustificato qualche pressione nei confronti di singoli funzionari". L' unico episodio certo e schedato nei dossier della questura, almeno per il momento, è l' aggressione fatta a Franco Sensi, presidente dei giallorossi, subito dopo la partita Roma-Inter durante lo scorso campionato. Ma la denuncia è rimasta contro ignoti. Gli autori non sono saltati fuori. Ed è proprio da qui che sono partite le indagini. I provvedimenti di custodia cautelare richiesti dal sostituto procuratore e convalidati dal giudice per le indagini preliminari sono di ieri mattina presto. E c' è chi giura che se mai ci sarà un processo la Roma si costituirà parte civile. I sette ultrà sono tutti maggiorenni, le età variano dai diciannove ai trentasei anni. Sono Mario Corsi, Giuseppe De Vivo, Fabio Mazzei, Daniele De Santis, Guglielmo Crisera, Giuliano Castellino e Fabrizio Carroccia.


mercoledì, 25 giugno 2008
Sventola calore Potere
che se nutre de umane
emotive...strimpellanno
commoventi riggirate
de note maestrali cò facili
lacrimoni che renneno...
pulite purO mano n'sanguinate...
strofinannole sù mezze maniche
accostate...pe mescolà carte...
...ammiccanno n'mpunito che
nun cè nà linea de giustizia...
a fà da confine...

e arzanno sempre de più temperature...
...pe essese aritrovato nudo
de tutte le...coperture...
...Potere...spera de spojà
l'antre...buffe sue caricature...
n'Vorpi furbate...Rotate vennuti..
n'Teocratici cortiggiani buffoni..
 
facenno dà piovra n'porverone...
entrannoje sotto...scala...
e che lò porta...finarmente...
da reale a reggina...pe esse
gran punto pe fà sbancata...
a spazzatura...

Potere che vive de n'cazzature
cò populista proPulzione...
n'vidia...e rubba e assassina...
anima pura...che dè prima
accarezzata...

e affamata sbava berva che
nun se sazia mai...cercanno
pe ogni anfratto e scarabbocchio
linfa che je dà forza de comparsa
da esse...
 
...esse...n'parassita...fino
a quanno n'magra de Reazione...
nun trova...manco più formica..
disposta a stà giocata...
ma...ferma e decisa prova
de chi se stufa e gelanno lò
n'catena...
sgonfianno Potere de voce....
che se sbolla n'saponata...
smontanno n'mpostore e riportannolo
a...n'fame macellaro.

come quer...porco...
che dice che pìa le cose
de petto...strofinannose
er naso...e mettenno dice lui
la faccia... mazza che faccia....
 giusta appunto
pe infilalla de corsa n'ber cesso.



Roma 24-06-2008 - Droga, blitz nei villini dei Casamonica: trovati 200mila euro nascosti sotto i water, rubinetti in oro e vasi preziosi. Cinque gli arrestati


Dopo il bliz al Clan Casamonica dello scorso aprile altri arresti

Bagni con rubinetti in oro, saloni decorati con statue, vasi preziosi: è quello che hanno trovato le forze dell'ordine nei villini del clan Casamonica, alla Romanina, dove 5 componenti sono stati arrestati per spaccio e detenzione di stupefacenti. Nelle abitazioni anche 200 mila euro in contanti nascosti sotto water e piastrelle, mazzette di banconote anche negli indumenti intimi degli arrestati.

Arresti per un parte della famiglia Casamonica, nota alle forze dell'ordine per inchieste su usura ed estorsione. Gli arrestati, cinque in tutto, vivevano nello sfarzo e in ville lussuose.

Casamonica e Malavita
Romolo Casamonica
Zoomafia

Roma 24 giugno 2008 - Droga blitz nei villini dei Casamonica

 
2004 -Tra i beni sequestrati ai Casamonica, lo scorso giugno, vi sono 32 cavalli da corsa. Il provvedimento è stato emesso dalla III sezione del Tribunale di Roma. Il nome dei Casamonica è collegato a un’infinità di inchieste e procedimenti giudiziari che ruotano quasi sempre intorno all’usura, all’estorsione e agli stupefacenti. Gli uomini della DIA hanno sequestrato anche una pista privata, ovviamente clandestina, sulla quale si allenavano i purosangue.Tra i cavalli da trotto e da galoppo sequestrati, molti erano iscritti all’Unire e all’Enci e gareggiavano in circuiti di prestigio come gli ippodromi di Capannelle e Tor di Valle.
La pista clandestina per i cavalli è situata in Via Ubaldo Comandini a Torre Maura. É stato scoperto che un cavallo tolto ai Casamonica vale oltre 50.000 euro. Tante le telefonate alla “Dia” da tutta Italia di allevatori che hanno subito furti di animali.
L’8 agosto 2003, la responsabile nazionale del settore Ippica e Sport equestri della LAV,Angela Marino, ha ricevuto questa e.mail da un appassionato frequentatore di ippodromi e corse. Per ovvi motivi di riservatezza omettiamo nomi e luoghi.
“A (.....) gli abusi sui cavalli credo siano all’ordine del giorno, ma sinceramente non credo che nel resto degli Ippodromi d’Italia la situazione sia molto differente; si tratta di cavalli sfruttati fino alle ultime energie (corrono una o due volte la settimana per l’intera stagione), di cavalli che manifestano gravi sofferenze agli arti e molte volte pratiche veterinarie non sempre ortodosse.
Spesso sono andato a protestare dal Veterinario di servizio e dai dirigenti dell’Ippodromo (.....) (ho visto morire tre cavalli in corsa dopo averli osservati al tondino presentati in condizioni vergognose) ma le risposte sono disarmanti:
pochissimi sono i cavalli che rispecchiano i canoni sufficienti per affrontare una corsa, non molte sono le carte da giocare per i veterinari che devono fare i conti con le pressioni dei proprietari e degli allenatori e di un ambiente che certo non ha grossi scrupoli. (....) Mi piacerebbe affrontare il discorso in modo generale a livello nazionale perché se è vero che le corse clandestine sono un massacro, è anche certo che le corse ufficiali hanno una totale assenza di controlli e punizioni in caso di abuso o maltrattamento nei confronti dei cavalli (...).”
Nel mese di marzo 2003, sono state perquisite diverse sedi dell’Unire da parte dei Carabinieri del NAS. Le indagini dei Carabinieri fanno seguito al blitz avvenuto all’ippodromo di Foggia. Un migliaio di corse Tris, tutte quelle che si sono tenute dal 1999 al marzo 2003, e scommesse per centinaia di miliardi di vecchie lire sono finite nell’inchiesta del NAS e della procura di Milano.
Il sospetto è che alcuni cavalli siano stati dopati per truccare le gare. Provette sporcate con cocaina pura o sparite nel nulla, sigilli e contenitori violati: questi i trucchi per rendere nulli i controlli antidoping nell’ippica.



Ex olimpionico di boxe ed estorsore
Romolo Casamonica voleva 40 milioni dal proprietario di un garage.
NOMADI TRA SPORT E MALAVITA

Pugni e calci per costringere l'uomo a pagare: catturato insieme alla convivente

Dalla gloria del ring a una cella di Regina Coeli. Finisce miseramente la carriera di uno dei piu' bravi pugili italiani. Romolo Casamonica, 35 anni, ex olimpionico e detentore del titolo nazionale dei superwelter nell'87 e nel '90, e' stato arrestato ieri dai carabinieri con le infamanti accuse di rapina aggravata e tentata estorsione. Anche la convivente, di cui non si conosce il nome, e' stata fermata. Stando alle indagini degli investigatori del Nucleo operativo di via In Selci, l'ex campione di boxe avrebbe rapinato quattro auto per costringere il titolare di un'autorimessa del Tiburtino a saldare un debito di 40 milioni. Romolo Casamonica, avrebbe agito per conto di un altro, non identificato. I carabinieri non escludono che il creditore possa appartenere allo stesso clan dei Casamonica, da anni al centro di inchieste giudiziarie sull'usura, le estorsioni ed altre azioni illegali. L'arresto di Romolo Casamonica, che finora era riuscito a tenersi fuori dall'illegalita', ha destato sorpresa negli ambienti sportivi. I fatti di cui il pugile (era tornato l'anno scorso sul ring dopo una breve pausa) e la convivente sono ritenuti responsabili sono avvenuti nell'aprile scorso. Nel giro di pochi giorni, hanno accertato gli investigatori coordinati dal sostituto procuratore della Repubblica Carlo Lasperanza, si presentarono piu' volte nel garage del presunto debitore e portarono via, dopo avergli inutilmente intimato di saldare il debito, quattro macchine: una "Croma", un'"Alfa 75", una "Golf" e una "Tipo". Non solo: durante una di queste "visite", il pugile avrebbe anche preso a pugni il malcapitato garagista. Oltre alle auto, la coppia si sarebbe impadronita anche di un televisore e di un videoregistratore.

Quello dei Casamonica e' il clan nomade piu' famoso. Ma non solo, purtroppo, per le imprese pugilistiche di Romolo, ora offuscate dall'arresto per rapina e tentata estorsione, e del fratello Sandro. Ma anche perche' non passa anno senza che qualche suo componente si metta nei guai con la legge. "Siamo in tanti . dice uno allargando le braccia . e qualcuno sgarra". Per usura, per estorsioni, persino per droga: qualche anno fa la polizia ammanetto' uno dei tanti suoi Guerino (il nome di battesimo del vecchio capofamiglia e' tra i piu' usati) con l'accusa di avere organizzato un megatraffico di cocaina per riciclare i soldi provenienti dallo strozzinaggio. Due mesi dopo la polizia fece irruzione in alcuni garage del Tuscolano e sequestro' l'intero parcomacchine di Vittorio Casamonica: una "Testarossa", altre cinque Ferrari che valevano dai 300 ai 500 milioni ciascuna, una stupenda Rolls cabriolet e una Jaguar. Successivamente, sempre in base alla legge che consente il sequestro dei beni posseduti in maniera ingiustificata, gli investigatori andarono a curiosare nei forzieri di alcuni altri appartenenti al clan e trovarono denaro, gioielli e titoli per un valore complessivo di diversi miliardi di lire.

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(18 novembre 1997) - Corriere della Sera