Abbeverannose a fonte chi pe
l'arsura chi pe nun arimanè
senza...se cammina...e quarched'uno
generoso...vedenno che c'è
chi se sventola e che sembra
sempre che nun trova...
..e facennoje pena...
...a stò poro assetato...
je dà quarche preziosa sua
goccia d'acqua fresca e zuccherata...
e che n'vece....da bevesela
quell'antro..ce ne se fà scorta e
goccia a goccia se ariempie
...la boraccia...tanto cò
stà scusa manco cerca...e
essenno a secco d'argomento...
e de materia...e che de solito...
je fà più piacere...stà commodo
sbracato a sede...
e se nun c'è scambio
de n'teresse nimmanco se move...
...compagno de strada...
che nun vole sentì sonata...
e cò la camicia scolorita...
ce apre gentirmente n'sieme bottega...
abbeverannose drento vasca
de nà qualunquista
annaffiata...che tanto n'torbidita
pare sia parecchio stagnata...
ma pe questi...je basta e ce se
disseta...pe nun sfonnà e nun
disturbà troppo sistema...
che cò nà cantata
...e nà serata...occupata...
se rinfresca più che bandiera...
ce giova esercizio de
bira alla spina...
finenno...che più da volè
fà passeggiata pe nà gita...
ce se marcia...sù Roma...
e perciò se ariporta a casa
goccia...rigalata e male gestita
pe ardiventà...fonte che se giusta
...n'controcorente...
e n'salita... ariviè rindirizzata...
pe nun avè inutile foriuscita...
diventanno pe tutti dissetata
ripartenno...e piano piano
a renne a vista vera...miraggio
diventato trucco de malavita.
Certi soggetti "ex"
ciànno la faccia...
così....personalizzata...
che riescheno
puro attaccà giornale che prima da
proferì parola contro je se
dovrebbe aricordà la propia cariera nera.
e pe nun dimenticà mò ja ricordamo
n'antra vorta la storia...Mario Brutto giornalista dell'Unità
Blitz contro il clan Ditommaso-Taddone sequestrate armi e droga
Nel corso dell'operazione, a cui hanno partecipato oltre quaranta persone tra carabinieri e agenti di polizia sono state sequestrate numerose armi di vario calibro e relative cartucce e numerose sostanze stupefacenti
Foggia, 28 giugno 2008 - Dalle prime ore di questa mattina i carabinieri e agenti di polizia di Cerignola, in provincia di Foggia, stanno eseguendo controlli e perquisizioni in locali, box e abitazioni in cui risiedono personaggi vicini al clan Ditommaso-Taddone, dedito allo spaccio di sostanze stupefacenti, rapine e estorsioni in danno di professionisti ed attività commerciali.
Nel corso del blitz, a cui hanno partecipato oltre quaranta persone tra carabinieri e agenti di polizia sono state sequestrate numerose armi di vario calibro e relative cartucce e numerosissima droga. Molto del materiale sequestrato era nascosto anche nei vani ascensori delle abitazioni. I dettagli del blitz saranno resi noti nel corso di una conferenza stampa che si svolgerà nella tarda mattinata presso gli uffici del commissariato di Cerignola
Cervello: GdF, su internet droga fatta con onde sonore
01 lug 17:06
ROMA - Particolari onde tra i 3 e i 30 Hertz, frequenze che agiscono sul cervello umano, possono innescare le piu' diverse reazioni e sollecitare in maniera intensa l'attivita' cerebrale, in modo simile alle droghe. E' l'allarme droghe on-line lanciato dal Nucleo speciale frodi telematiche della Guardia di Finanza. Secondo quanto riportato, basterebbe collegarsi al sito giusto e scaricare speciali file per ottenere sequenze sonore dal nome che e' tutto un programma: ''marijuana'', ''cocaina'', ''alcol'', ''ecstasy''. Ancora sconosciuti gli eventuali rischi per la salute o la possibile dipendenza che queste nuove ''droghe'' creerebbero. Sono gia' centinaia le pagine web dedicate al nuovo sballo. (Agr)
Pensa stà bella tecnica in mano a quarche banda ...Radio
San Lorenzo: sequestrato un kg di khat
02/07/2008 I Carabinieri della Stazione Roma San Lorenzo, nel corso di un servizio antidroga, hanno arrestato un pregiudicato somalo di 23 anni, con l'accusa di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Lo spacciatore è stato intercettato e bloccato, nei pressi di Piazza dei Siculi, con 1,3 chilogrammi di "Khat", una particolare sostanza stupefacente di tipo etnico, nascosta all'interno di una borsa. L'arrestato sarà giudicato con rito direttissimo mentre la droga è stata sequestrata. (Redazione di Romauno)
È il «garante» di Alemanno il prete arrestato per pedofilia di Massimiliano Di Dio
«È un grande dolore». Tutto qui quello che il sindaco di Roma Gianni Alemanno riesce a dire dell’arresto di don Ruggero Conti, uno dei «garanti per la famiglia» della sua amministrazione, accusato di violenza sessuale aggravata e continuata nei confronti di alcuni minori dell’oratorio. I radicali lo sfidano: si costituisca parte civile. Ma il sindaco fa finta di niente. E formalmente lo mantiene in carica.
Don Conti accusato di aver violentato minori
I radicali: «Sindaco parte civile». Ma lui tace
DA REGINA COELI, dov’è detenuto da quattro giorni, don Ruggero Conti nega ogni addebito. Anzi incalza: «È tutto un complotto. Sono tutte falsità frutto di cattiveria e gelosia» mentre una parte dei fedeli è incredula: «Lo aspettiamo a braccia aperte». Ma
gli inquirenti hanno ricostruito dieci anni di abusi nella sua parrocchia, partendo dalla denuncia di un altro sacerdote e arrivando alle testimonianze per ora di sette giovani, all'epoca tutti minorenni. E le accuse contro don Conti, 55 anni della parrocchia romana Natività di Maria Santissima, sembrano reggere. Al punto che si è arrivati all'arresto con l'accusa di violenza sessuale aggravata e continuata. Ora il suo caso crea non poco imbarazzo anche in Campidoglio dove solo alcuni mesi fa, prima della campagna elettorale e quindi prima di finire in manette, don Ruggero era stato nominato dallo stesso Alemanno garante per le politiche per le periferie e la famiglia. I radicali ieri hanno chiesto al primo cittadino di costituirsi parte civile. Ma Alemanno non ha risposto. «È stato un grosso dolore. Chiedo ai magistrati tutta la chiarezza possibile e di non fare sconti a nessuno» si è limitato a dire.
Affacciata de Finestra
che se spalanca e fà
da reggi moccolo...
...basta che parli...
a n'muro che pare...
che chiude frontiera...
...occhioni bbelli...
de nà stanzetta oscura...
...e che nun je daresti mezza
lira...e che n'vece da scrigno
n'giojellato e sbriccicoso nisconne...
n'tesoro...
a stà Finestra ce stà
nà sbocciosa de Rosa
n'mprofumata
e guardanno da spettatore...
se vede passanno forestiere
vele abbassate e odori gialli limoni
succosi e fragolosi baci dà riempì...
bocca illumata...de raggi
spampanati...
...che abbruciano pelle
d'ambra profuma....n'granita
de mare...che se arruga dar
soffio che viè giù da collina
e che se
...spaparanza su fronne...
che ondulanno come campane...
...je fanno da cuscino..
de n'riparo che Giustizia ja
n'mbastito...e .
...riposannose pe
la fatica...de stà sgobbata...
e carezzanno...abbraccicato...
...ce se abbandona...
stordennose de stà infinita perfezione...
n'dorce respiro d'Amore...e morbido...
seno rosato...che solo nà mente divina
raggiona e
..che tutto aripara tutto sistema...
riportanno scojera pe arginà...
bagnoasciuga...co nà ventata!
casuale se n'travede...godennoselo
fino alla fine...ribbartone
de chi se crede che nissuno lò smove e
da essese sistemato...a dovere
...sur loggione
ma me dispiace nun ce sò qui...
più ne pupari ne padroni...
ne avanzi ciancicati da cani
neri.
Hasta la Victoria Siempre!
Coppie di Fatto
A distanza di appena due mesi dall'elezione del neofascista Alemanno e le polemiche sugli apparentamenti pre-ballottaggio, l'unione tra Storace e Alemanno si è finalmente consumata.
L' intervista Il magistrato di piazza Fontana:
«Impunità per i protagonisti che sveleranno i misteri»
Il giudice Salvini: sì a una commissione con giuristi e storici
09/05/2008 Corriere della Sera
MILANO - Nella prima giornata dedicata alle vittime del terrorismo, Guido Salvini, giudice in molte inchieste sul terrorismo, invita alla riconciliazione e rilancia la proposta dell' ex presidente della commissione stragi Giovanni Pellegrino di una commissione che, almeno sul piano storico, faccia luce sugli anni di piombo e della strategia della tensione. Dottor Salvini, si celebrano le vittime, ma l' Italia non ha ancora voltato pagina. «La giornata della memoria è il frutto di una legge condivisa, votata da tutti i partiti, che esprime un principio forte: la vita umana, anche dell' avversario, è un valore assoluto, non vi può essere una graduatoria tra le vittime e la memoria di tutte. Per evitare che si trasformi in una vuota celebrazione, deve tendere non solo al ricordo, ma anche alla riconciliazione e soprattutto alla verità. Il futuro di una società e la vita dei singoli non possono fondarsi per sempre sul rancore. Vi sono stati momenti di riconciliazione tra vittime e responsabili di violenze negli anni di piombo. In queste occasioni può chiudersi un ciclo di sofferenze, a patto che, grazie ai processi, si sia fatta in quel singolo evento piena giustizia. A patto che gli ex terroristi rinunzino ad ogni ostentazione e riconoscano non solo di aver sbagliato tempi e strategie, ma qualcosa di più e cioè che la loro sconfitta personale e quella dei loro progetti è stata un bene per tutti». E se la giustizia non riesce a fare il suo corso? «Non può esserci vera riconciliazione nei non pochi casi in cui la giustizia ha dovuto fermarsi e vi è stata poca o monca verità. La storia e gli anniversari ci ripropongono tragedie rimaste insolute o non chiarite in modo soddisfacente nella loro genesi e nelle loro motivazioni profonde: stragi come piazza Fontana, di cui è certa solo la paternità della destra, o Ustica, crudeli assassini di giovani come Fausto e Iaio e altri sia di destra sia di sinistra. Altri eventi restano in parte oscuri, come l' assassinio di Aldo Moro, scelto, nella data, come riferimento del giorno della Memoria. Di altri eventi ancora, come l' omicidio Calabresi e la strage di Bologna, nonostante le condanne certo non sappiamo tutto o forse sappiamo ben poco. Per tentare di rispondere a queste domande di verità se non di giustizia Giovanni Pellegrino ha proposto la costituzione di una commissione prima che tutti gli attori di quelle vicende scompaiano». Perché dovrebbe avere successo laddove hanno fallito altre commissioni e le inchieste? «Prima di tutto non deve essere la solita commissione di inchiesta politico-parlamentare con i suoi ritorni strumentali e le grancasse mediatiche, ma una commissione per la verità formata da giuristi, storici e personalità indipendenti». Con quali compiti? «Come ha ipotizzato Pellegrino nel libro "Segreto di Stato", dovrebbe raccogliere con serietà e senza obiettivi ambigui le testimonianze di chi, ex terroristi, uomini politici, uomini dei servizi segreti e semplici testimoni che hanno avuto la ventura di entrare in contatto con quegli eventi, sentano di poter dire qualcosa su ciò che di quegli anni è rimasto sepolto e che è magari occasionalmente affidato solo a frammentarie interviste o memoriali». Cosa le fa pensare che qualcuno si presenti? «Per facilitare questa scelta i racconti potrebbero essere resi pubblici solo al termine dei lavori e qualora a carico del testimone o di altri dovessero profilarsi reati commessi nel passato, non vi sarebbe comunque punizione. Una scelta che non deve scandalizzare perché di fatto l' impunità giudiziaria si è già compiuta, non vi sono, salvo per la strage di Brescia, processi in corso e comprendere e sapere vale comunque più di ipotetiche carcerazioni. Per questa operazione di verità, che può restituire alla società e ai familiari il senso della morte di tante persone, non è troppo tardi. Serve coraggio, anche per rivedere eventualmente i propri schemi di interpretazione, serve una legge, anche se qualcuno può pensare che nel paese vi sono solo altre priorità, e sarebbe determinante per far nascere la commissione un intervento del capo dello Stato. Il passato, se ancora terreno di dicerie, ricatti, strumentalizzazioni e accordi indicibili, può condannare una società a ripetere gli stessi errori nel futuro e solo la verità sulle sue ombre è un anticorpo ed anche la strada per una piena riconciliazione». * * * In toga Piazza Fontana Nel 1998 chiede il rinvio a giudizio di 8 persone accusate di essere gli autori materiali della strage. Nel 2005 la Cassazione assolverà gli imputati Neofascismo Segue le trame nere legate alla «strategie della tensione» Mafia Nel febbraio scorso firma l' arresto dell' avvocato Giuseppe Melzi per i suoi legami con la ' ndrangheta
Guastella Giuseppe
RICATTI, BOTTE E MINACCE AI CRONISTI DEL CALCIO
Repubblica — 22 ottobre 1996 pagina 21 sezione: CRONACA
ROMA - Giornalisti sotto il tallone degli ultras, minacce, "avvertimenti", irruzioni, perfino qualche pestaggio. Un clima di paura che aleggia nelle redazioni sportive dei quotidiani romani e di quasi tutte le radio e le televisioni locali tanto che alcune firme piuttosto note sarebbero state costrette a scrivere sotto pseudonimo per timore di ritorsione. Questa, secondo la Digos romana, la situazione, a dir poco drammatica in cui vive chi, per lavoro, si occupa di calcio (e in particolare della Roma) nella capitale. Dopo una lunga indagine fatta di intercettazioni telefoniche e testimonianze più o meno "coperte", gli agenti del vicequestore Domenico Vulpiani hanno chiesto e ottenuto dal Gip nuovi provvedimenti per cinque dei sette ultras giallorossi già arrestati il 27 settembre scorso per una storia di ricatti alla società sportiva. Si tratta di Mario Corsi, 38 anni, alias "Marione", Fabrizio Carroccia, di 26, Giuseppe De Vivo, 36 anni, "Peppone" (figura storica della tifoseria più scatenata), Fabio Mazzei, 33 anni, "er Mafia" e Guglielmo Criserà, 25 anni. I primi quattro sono agli arresti domiciliari mentre a Criserà, in libertà vigilata, è arrivato il divieto di assistere, per un anno, a qualunque manifestazione sportiva. Impressionante l' elenco delle accuse: un' irruzione all' emittente "Radio Radio" nel gennaio ' 96 durante la quale il conduttore di una trasmissione fu costretto a mandare in onda un nastro registrato che conteneva, tra l' altro, pesanti accuse a un giornalista del "Messaggero" (Corsi, Carroccia e Criserà). Un vero e proprio blitz all' emittente "Tele Roma Europa", nel gennaio ' 93 con gli ultras che impongono, pistola in pugno, la loro presenza sullo schermo (De Vivo e Carroccia). Striscioni minacciosi contro un giornalista de "l' Unità", telefonate minatorie alle redazioni di "Radio Incontro", "Radio Radio", "Tolk Radio" e "Spazio Aperto". Un radiocronista che, dopo il derby del 18 febbraio ' 96 viene lanciato in aria per tre volte, tra insulti, pugni, sputi e slogan fascisti. E ancora: una pattuglia di ultras che durante la partita Roma-Torino costringe gli addetti alla porta della Curva Sud ad aprire e a far entrare tutti gratis (Mazzei). Il presidente della Roma, Francesco Sensi, circondato da una calca minacciosa in Tribuna Stampa, il 12 maggio e costretto a una sorta di "intervista" forzata (Carroccia). "Molti giornalisti non volevano denunciare le minacce" spiegano alla Digos "e alcune situazioni a rischio sono venute fuori con le intercettazioni". Ma intanto, dalle redazioni, è una pioggia di smentite: "Nessuna irruzione, gli ultras chiesero semplicemente di partecipare a una trasmissione e noi glielo accordammo di buon grado, visto che si parlava di loro" dice l' editore di "Radio Radio", Pino Castiello. E Giulio Galasso, firma di punta dello sport (ed ex agente di polizia) "Ma quale paura? Sono solo quattro scemi". Fabrizio Piacenti, di "Super 3" (ex T.R.E.) è sulla stessa linea: "Nessun blitz, solo un dibattito. Tanto che il conduttore ebbe perfino il premio ' Cuore di Curva' . Se c' è da punire qualcuno bisogna mirare bene". - di MASSIMO LUGLI
Repubblica — 28 settembre 1996 pagina 19 sezione: CRONACA
ROMA - Volevano trasferte pagate, ingressi di favore. Pretendevano vantaggi di tutti i tipi per entrare allo stadio e assistere alle partite della Roma, per fare il tifo nella curva sud. Il metodo era sempre lo stesso, l' estorsione. Se le pretese non venivano esaudite scattavano violenze e minacce. Intimidazioni contro i funzionari della squadra giallorossa. Li avvertivano sempre in tempo: "Sugli spalti potrebbe scoppiare il caos, se non fate come diciamo noi ci saranno problemi di ordine pubblico, non riuscirete a tenere sotto controllo la situazione". Adesso sette della banda dell' Olimpico sono agli arresti domiciliari. Alcuni hanno precedenti legati alla tifoseria estrema, altri hanno fatto parte di gruppi di destra. Ma il numero dei fermi è destinato ad aumentare. Un' inchiesta cominciata nella primavera di quest' anno. Sei mesi di interrogatori. Gli uomini della Digos hanno perfino una serie di filmati girati nella curva sud. Video analizzati al millimetro, sequenze che dimostrano la storia dei biglietti illegali. Tessere che sono finite sotto sequestro. Qualcuno, incalzano gli investigatori, ha voluto denunciare una situazione "diventata ormai ingestibile". Troppe pretese. Troppe vittime. E tra queste spuntano anche alcuni cronisti sportivi. Gli avvocati della Roma però gettano acqua sul fuoco. Dice Lubrano: "Non so nulla di tutta questa storia, non sono stato informato". E Ferrero, secondo legale: "Non c' è stato nessun esposto da parte della società. Noi non intratteniamo rapporti con i tifosi. La Roma non dà biglietti gratis né fa concessioni. Non so se il fatto che la squadra non abbia nessun rapporto possa aver giustificato qualche pressione nei confronti di singoli funzionari". L' unico episodio certo e schedato nei dossier della questura, almeno per il momento, è l' aggressione fatta a Franco Sensi, presidente dei giallorossi, subito dopo la partita Roma-Inter durante lo scorso campionato. Ma la denuncia è rimasta contro ignoti. Gli autori non sono saltati fuori. Ed è proprio da qui che sono partite le indagini. I provvedimenti di custodia cautelare richiesti dal sostituto procuratore e convalidati dal giudice per le indagini preliminari sono di ieri mattina presto. E c' è chi giura che se mai ci sarà un processo la Roma si costituirà parte civile. I sette ultrà sono tutti maggiorenni, le età variano dai diciannove ai trentasei anni. Sono Mario Corsi, Giuseppe De Vivo, Fabio Mazzei, Daniele De Santis, Guglielmo Crisera, Giuliano Castellino e Fabrizio Carroccia.
Er Zucchino senza sale fà imitazione
rennenno banale ogni antra
...portata scambiannose...
de sapore pe nun esse
degustazione...zucchino che se
crede da esse raggione...
cercanno da fà vede che...
sà n'mbastì tavolata...
primo siconno e giù pommidoro...
spremennose pizzetto...
recchia pe astuccio
...carezzannose fronte...
mentre diggita testo...
come se addice a n'pizzicarolo...
fesso e...
avenno fatto gran sforzo...de
n'tuizione geniale...se
fissa sur corso che cò
l'occhio tà rubbato dar collega...
cetriolo...de cui dicheno..
che dè n'gran malandrino...
freganno spesso...e volentieri...
er micco ortolano...
e avennoje n'pò n'vidiato...
stò modo ar quanto...
naturale...de fà
come je pare e...
de nun dovè...renne conto a nissuno
sur pane...facenno finta
de nun avè n'mparato bene lezione...
nun n'terpretanno giusto...
...er Ponte
de nà ricetta ascortata...facennola
diventà pappardella de smemoria...
inn'Ammore..dò se porta rete de
pallone a chi cià sete...
...mettenno mano avanti...pe
nun fà brutta n'mpressione..
facennose puro vede come
se dovesse chiede ...se sà fà stò
mestiere...
...continua irritante...
ottuso...a fà caciara...n'mpersonannose
in chi nun je pò esse uguale
de sapore...e cò la maliziosa furbata
da fà n'pò er toccato...
clandestino ...male fà stesso
gioco...n'mpiastranno er tovajolo...
finenno pe concentrasse solo
su du gustose rotonne cipollone...
e n'vece de gabbà come se
deve l'ortolano...
finisce a fette a fà dà n'grediente
pe n'insalata...de pietra..che sòna
facenno sicuro figuro de n'zucchino
sciapo rincojonito e parecchio scemo.
Ponte ponente ponte pì...
Fascio d'ammore porta quattrin
Ustica, riaperte le indagini dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga
Il senatore Francesco Cossiga
Le dichiarazioni ai magistrati della procura della Repubblica di Roma di un testimone eccellente come il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga potrebbero dopo 28 anni ridare slancio alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. La procura di Roma ha, infatti, riaperto l'inchiesta sull'abbattimento del Dc 9 dell'Itavia in cui morirono 81 persone, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.
La testimonianza
"Ecco come hanno fatto sparire Emanuela"
Emanuela Orlandi
La donna, ex compagna di Renatino, boss della banda della Magliana, interrogata dai pm romani che stanno indagando sull'omicidio di Emanuela Orlandi, racconta che la giovane sparita nell''83 sarebbe stata uccisa, chiusa in un sacco e gettata dentro una betoniera di un cantiere di Torvaianica.
SCALATA LAZIO: TOFFOLO HA VIOLATO OBBLIGHI DOMICILIARI
Avrebbe violato l'obbligo degli arresti domiciliari, parlando al telefono con persone con cui non era autorizzato a comunicare. Per questa ragione, il tribunale del riesame di Roma ha accolto la richiesta della procura di applicare la misura della custodia cautelare in carcere per Fabrizio Toffolo, uno dei capi degli 'Irriducibili', imputato nel processo per aggiotaggio e tentata estorsione nei confronti del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nell'ambito della vicenda sulla fallita scalata al club da parte di Giorgio Chinaglia. Le conversazioni telefoniche incriminate farebbero riferimento all'autunno dello scorso anno, quando Toffolo, gia' ai domiciliari, chiese informazioni su quanto accadutogli settimane prima quando fu ferito lievemente a una gamba con due colpi di pistola da due persone (ancora da identificare) presentatesi una sera di agosto a casa sua, con la pettorina 'polizia', con la scusa di un controllo. I pm Stefano Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola, che hanno avuto notizia di queste conversazioni non autorizzate dal pm Laura Condemi (che indaga sull'attentato a Toffolo), hanno chiesto ai giudici della sesta sezione penale, davanti ai quali si celebra il processo per aggiotaggio, di aggravare la misura cautelare per l'ultra' della Lazio e per altri due imputati (gli altri 'Irriducibili' Yuri Alviti e Fabrizio Piscitelli) ma il presidente Luciano Pugliese non e' stato dello stesso parere. E' stato, invece, il collegio del riesame, guidato da Giuseppe D'Arma, ad accogliere l'istanza soltanto per quello che riguarda Toffolo, il quale, pero', non andra' in carcere. Il provvedimento, infatti, non e' esecutivo in attesa che si pronunci la Cassazione, dopo il ricorso delle difese.
Trame massoniche sul voto
confratelli in lista e ponti d'ammori
Crociati e NARcotici Religgiosi
Piccolo riepilogo
di Rita Pennarola
tratto dalla rivista “La Voce”della Campania
www.lavocedellacampania.it
Come si sono attrezzate le confraternite italiane e quelle transnazionali per le Politiche 2006? E in che modo governeranno gli assetti del nuovo Parlamento? Tra vecchie conoscenze ed impresentabili new entry, siamo andati a cercare i candidati che fanno riferimento a compagini che mantengono l’assoluta segretezza sui nomi degli affiliati.
Segretezza assoluta. La legge elettorale voluta dal governo Berlusconi alla vigilia delle Politiche-truffa 2006 (potendo contare sulla solita opposizione “di facciata”) dovrebbe essere - nelle intenzioni - la pietra tombale su qualsiasi tentativo di stanare nelle liste i personaggi-chiave cui sarà affidato il compito, nel nuovo parlamento, di portare a termine l’annullamento della partecipazione democratica avviato negli ultimi dieci anni ed ora prossimo al traguardo finale. Qualunque sia il vincitore. La regia occulta di livello sovranazionale che ha portato, fra l’altro, il nostro Paese al centro di conflitti mondiali, esponendo i cittadini a permanenti, esplosivi attacchi delle resistenze locali, grazie all’azzeramento delle preferenze potrà contare, di qui ai prossimi cinque anni, su un governo ubbidiente e ligio alle decisioni assunte sui tavoli di summit supersegreti, come quelli che regolarmente si svolgono fra organismi dei Bilderberg, della Trilateral o degli Illuminati, per citare solo i nomi circolati finora. Da qui, lungo mille rivoli di potere, si dipanano gli assetti delle “cupole” locali, popolate soprattutto di ignari, utili idioti che inconsapevolmente contribuiranno ad attuare disegni predeterminati “dall’alto”.
E’ in questo contesto che la Voce prova a calarsi giù negli elenchi dei “candidati” (si fa per dire, dal momento che i partiti hanno già stabilito chi saranno i futuri deputati e senatori), alla ricerca di nomi, personaggi collaterali e situazioni che potrebbero riportare al quadro principale di controllo totale sulle istituzioni italiane. Questo spiega, fra l’altro, anche la persistenza contro ogni logica elettorale di soggetti pluriinquisiti, colpiti da condanne definitive, sotto accusa o condannati per collusioni mafiose. Tutti già prescelti per rappresentare i cittadini italiani in parlamento. E spiega anche la presenza nelle liste elettorali - a destra come a sinistra - di personaggi organici (o collegati) a milieu massonici e paramassonici, spesso in maniera occulta, ma talvolta anche in forme conclamate.
Il Fascista Claudio Mutti
MAI DIRE SAYA
E allora partiamo da qui, dagli “incappucciati”, dalle potenti organizzazioni che prevedono tuttora la segretezza quasi assoluta sui nomi dei loro affiliati, per tracciare la possibile mappa delle future Camere secondo quanto già stabilito dai signori del nuovo ordine mondiale. I quali, nell’era della comunicazione globale, affiancano alle tradizionali forme di rappresentanza (dai Templari agli ordini cavallereschi) sigle ammantate di fini “umanitari”, che consentono agli adepti presenti da un capo all’altro del pianeta, o dei singoli continenti, di raccordarsi in maniera efficace anche utilizzando internet. Attraverso tali sigle passano, per fare solo qualche esempio, la schedatura di milioni di persone, il rilascio di passaporti diplomatici, il reclutamento e l’ingaggio di contractors sui luoghi di guerra.
Siamo così arrivati a lui, il leader del Movimento Sociale Destra Nazionale che la sua appartenenza massonica la proclama con forza: é Gaetano Saya, indicato negli elenchi ufficiali del Viminale per le Politiche 2006 come leader nazionale del partito che in Abruzzo vede capolista alla Camera il suo alter ego, vale a dire la moglie Maria Antonietta Cannizzaro, protagonista (per conto del marito) di quella trattativa con Berlusconi che doveva sancire l’ingresso della destra fascista nel Polo e alla candidatura dello stesso Saya al Senato nella sua terra d’origine, Messina. Poi il brusco dietro front del cavaliere.
Arrestato lo scorso anno con l’accusa di aver dato vita ad una polizia parallela attraverso la sigla di estrema destra DSSA (Dipartimento studi strategici antiterrorismo), Saya é al centro di collegamenti inquietanti e complessi, che vanno ben al di là di queste imputazioni giudiziarie. Proviamo qui a ricostruirli. Fin dall’autobiografia Saya dichiara di essere stato ingaggiato, negli anni settanta, dai servizi segreti Nato come «esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo». «Raggiunti i massimi livelli - prosegue - si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo del Sismi, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale». Poi racconta il sodalizio con Riccardo Sindoca, altro fondatore della Dssa, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta della Procura di Genova, ma soprattutto elemento centrale del disegno massonico nazionale ed internazionale. «All'alba del 1 luglio 2005 - scrive Saya riferendosi a se stesso - è stato posto agli arresti domiciliari da ingenti Forze di Polizia (per arrestare Riina ne furono impiegati meno), con false, infondate e pretestuose accuse insieme al suo Vice e fratello d'armi Riccardo Sindoca».
Se con la moglie-aspirante-deputata Maria Antonietta Cannizzaro, anche lei messinese, Saya aveva finora messo su esclusivamente affarucci di carattere commerciale (come la srl Semiramide, fondata a Firenze nel ‘99 per il commercio di apparecchiature elettroniche e ceduta poi al trentunenne Alessio Augusti da Pistoia), attraverso il “fratello d’armi” Sindoca Saya ha tentato il gran ritorno nei salotti buoni della massoneria internazionale. Dove il gioco si fa duro davvero. Seguendo questa storia stiamo per entrare in una delle inchieste supersegrete che proprio in questi giorni sono al vaglio di diverse Procure italiane, cui è stato inoltrato un corposo dossier top secret dalle Fiamme Gialle.
Seguiamo Sindoca. Milanese d’origine, 38 anni, fino al 2000 si era occupato di una società che, nonostante il nome vagamente inquietante, Sipar, era dedita prevalentemente a servizi di pulizia. Suoi soci erano il quarantatreenne Roberto Parodi ed i fratelli Giuseppe e Paolo Antonio Regola. Nel 2001 Sindoca cambia rotta: fonda a Milano la srl Università Europea di Acuologia - Agenzia culturale di informazione e comunicazione, i classici 10 mila euro di capitale. Gli è a fianco stavolta, nel parterre societario, il siciliano Pasquale Romano, 65 anni, da Giardini Naxos, professione giudice di pace. Scopo della società, che ha sede in via Gallarate 24, nel capoluogo lombardo, é fra l’altro quello di diffondere attraverso i propri insegnamenti e quelli di analoghi “istituti” nel mondo, lo studio di una disciplina appositamente creata: per l’appunto, l’acuologia o scienza dell’ascolto.
Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati
E che non si tratti della solita, bizzarra creatura autoreferenziale, o messa su solo per intercettare finanziamenti, lo scopriamo attraverso il curriculum di uno fra i “docenti” di punta dell’università di Sindoca. Si tratta del massone Franco Antonio Pinardi, al centro di uno scenario istituzionale da far venire i brividi. Pinardi ricopre infatti cariche, contemporaneamente, nelle principali sigle paramassoniche internazionali, ma anche in importanti livelli istituzionali dello Stato italiano.
Franco Antonio Pinardi che è anche Confederazione Giudici di Pace
Rimanenno n'Indirizzo che
nun dovrebbe esse Pervenuto...
soprattutto pe quelli che...
...predicànno bene ..
libbera parola...
...e sale...de opinione...
...te razzolano male
comportannose uguale a lì tali
che je la leveno...
...abbusannone de più
dell'artri de stò sistema...
n'fame...
pe fanne traccia...e messaggio...
triangolare...a grembiule...
pe asciugasse er sudore...
se quarched'uno prova a n'terompe
er trombettiere..
....e quanno smozzicano...
...critica...che
je se rinfaccia...mettenno
a vista pochezza...de coperta
straccia...
...comprata a metro
de stoffa....e che se sò cucita
pe ricamo a fà toppa...
..pe nun dì malignanno
come sanno n'tanti...
...che n'vece sò...
parte d'organigramma...de n'libbro
a busta ...dò paga...la casta...
e propagannanno male diriggenza...
je fà da lustra ciavatta ...
sarvannoje così parvenza...
...de nà certa stazza...
...ar reggimoccolo...
...d'umore de piazza...
mostranno er muscoletto
cor consenso...gestito a setaccio...
dò nun passa sconosciuto sasso...
de n'dirizzo...e dò perciò nun
pò fàje dissesto...ar confronto..
che uscenno fòri da l'orto...se
fà catturato...pe chiunque...
vò facce analisi...mercato...
pe esse oro colato...anco
pe er malandrino...pe diventà
n'mpicciato...grado pe
n'crontrollo che nun po esse
de certo da questo autorizzato e
gestito er libbero arbitrio.
Daje facce ride...burdogghe
Il Fascista Augusto Cauchi
Militante di Ordine Nero in Toscana. E' considerato il tramite tra i fascisti eversivi e Licio Gelli. Collegato al SID. Organizzò insieme a Betani un'irruzione nella presunta sede dell'organizzazione "Stella Rossa" per conto della polizia (secondo la testimonianza di Luciano Franci). Espatriato, vive in Argentina. Il 7.4.95 i giudici chiedono l'estradizione all'Argentina. Da un'informazione ottenuta dal giudice Casson nel '95 risulterebbe in un elenco di 12 agenti della CIA italiani.
Augusto Cauchi con Stefano Delle Chiaie
AN (Alleanza NAZI.. opps Avanguardia Nazionale)
Fondata nel 1962 da Stefano Delle Chiaie, detto "caccola". AN si ispirava al nazismo, aveva come simbolo un rombo con il lati inferiori prolungati (una lettera dell'alfabeto runico). Propagandava la lotta alla democrazia parlamentare, al neo illuminismo, all'alleanza fra il moderatismo cattolico e il riformismo socialista e sosteneva la grande Europa.
Golpe di Stato all'italiana
Caratterizzata da una ferrea disciplina interna, non ha mai superato i 500 aderenti con le maggiori sedi a Roma, Ancona, Bari, Foggia, Lecce, Massa Carrara, Napoli, Reggio Calabria, Rieti, Taranto, Trento e Vibo Valentia. Ha organizzato campi paramilitari vicino Rieti e in altre località italiane.
OLTRE IL CALCIO-BUSINESS - La geopolitica del pallone
Varie DI GUIDO CALDIRON
Liberazione
«E' più facile fare un libro su Sarkozy... Il semplice fatto che qualcuno possa scrivere un'inchiesta senza autorizzazione su Zidane è considerato inammissibile. Come se il soggetto rappresentasse qualcosa di religioso». Uno dei responsabili delle edizioni parigine Flammarion ha raccontato così nei giorni scorsi a Le Monde il furto del manoscritto della biografia di Zizu a cui stava lavorando il giornalista Besma Laouri. Nel libro, la cui pubblicazione era annunciata per l'inizio dei campionati europei, sarebbero affrontati argomenti quali il doping, i contratti pubblicitari e gli investimenti finanziari compiuti dal campione. Non sembrerebbe, ma evidentemente si tratta di rivelazioni in grado di togliere il sonno a qualcuno al punto da far scomparire da più di un computer appunti e dichiarazioni di Zinédine Zidane.