Er Zucchino senza sale fà imitazione
rennenno banale ogni antra
...portata scambiannose...
de sapore pe nun esse
degustazione...zucchino che se
crede da esse raggione...
cercanno da fà vede che...
sà n'mbastì tavolata...
primo siconno e giù pommidoro...
spremennose pizzetto...
recchia pe astuccio
...carezzannose fronte...
mentre diggita testo...
come se addice a n'pizzicarolo...
fesso e...
avenno fatto gran sforzo...de
n'tuizione geniale...se
fissa sur corso che cò
l'occhio tà rubbato dar collega...
cetriolo...de cui dicheno..
che dè n'gran malandrino...
freganno spesso...e volentieri...
er micco ortolano...
e avennoje n'pò n'vidiato...
stò modo ar quanto...
naturale...de fà
come je pare e...
de nun dovè...renne conto a nissuno
sur pane...facenno finta
de nun avè n'mparato bene lezione...
nun n'terpretanno giusto...
...er Ponte
de nà ricetta ascortata...facennola
diventà pappardella de smemoria...
inn'Ammore..dò se porta rete de
pallone a chi cià sete...
...mettenno mano avanti...pe
nun fà brutta n'mpressione..
facennose puro vede come
se dovesse chiede ...se sà fà stò
mestiere...
...continua irritante...
ottuso...a fà caciara...n'mpersonannose
in chi nun je pò esse uguale
de sapore...e cò la maliziosa furbata
da fà n'pò er toccato...
clandestino ...male fà stesso
gioco...n'mpiastranno er tovajolo...
finenno pe concentrasse solo
su du gustose rotonne cipollone...
e n'vece de gabbà come se
deve l'ortolano...
finisce a fette a fà dà n'grediente
pe n'insalata...de pietra..che sòna
facenno sicuro figuro de n'zucchino
sciapo rincojonito e parecchio scemo.
Ponte ponente ponte pì...
Fascio d'ammore porta quattrin

Il senatore Francesco Cossiga
Le dichiarazioni ai magistrati della procura della Repubblica di Roma di un testimone eccellente come il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga potrebbero dopo 28 anni ridare slancio alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. La procura di Roma ha, infatti, riaperto l'inchiesta sull'abbattimento del Dc 9 dell'Itavia in cui morirono 81 persone, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

La donna, ex compagna di Renatino, boss della banda della Magliana, interrogata dai pm romani che stanno indagando sull'omicidio di Emanuela Orlandi, racconta che la giovane sparita nell''83 sarebbe stata uccisa, chiusa in un sacco e gettata dentro una betoniera di un cantiere di Torvaianica.

Avrebbe violato l'obbligo degli arresti domiciliari, parlando al telefono con persone con cui non era autorizzato a comunicare. Per questa ragione, il tribunale del riesame di Roma ha accolto la richiesta della procura di applicare la misura della custodia cautelare in carcere per Fabrizio Toffolo, uno dei capi degli 'Irriducibili', imputato nel processo per aggiotaggio e tentata estorsione nei confronti del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nell'ambito della vicenda sulla fallita scalata al club da parte di Giorgio Chinaglia. Le conversazioni telefoniche incriminate farebbero riferimento all'autunno dello scorso anno, quando Toffolo, gia' ai domiciliari, chiese informazioni su quanto accadutogli settimane prima quando fu ferito lievemente a una gamba con due colpi di pistola da due persone (ancora da identificare) presentatesi una sera di agosto a casa sua, con la pettorina 'polizia', con la scusa di un controllo. I pm Stefano Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola, che hanno avuto notizia di queste conversazioni non autorizzate dal pm Laura Condemi (che indaga sull'attentato a Toffolo), hanno chiesto ai giudici della sesta sezione penale, davanti ai quali si celebra il processo per aggiotaggio, di aggravare la misura cautelare per l'ultra' della Lazio e per altri due imputati (gli altri 'Irriducibili' Yuri Alviti e Fabrizio Piscitelli) ma il presidente Luciano Pugliese non e' stato dello stesso parere. E' stato, invece, il collegio del riesame, guidato da Giuseppe D'Arma, ad accogliere l'istanza soltanto per quello che riguarda Toffolo, il quale, pero', non andra' in carcere. Il provvedimento, infatti, non e' esecutivo in attesa che si pronunci la Cassazione, dopo il ricorso delle difese.
tratto dalla rivista “La Voce”della Campania
www.lavocedellacampania.it
Come si sono attrezzate le confraternite italiane e quelle transnazionali per le Politiche 2006? E in che modo governeranno gli assetti del nuovo Parlamento? Tra vecchie conoscenze ed impresentabili new entry, siamo andati a cercare i candidati che fanno riferimento a compagini che mantengono l’assoluta segretezza sui nomi degli affiliati.
Segretezza assoluta. La legge elettorale voluta dal governo Berlusconi alla vigilia delle Politiche-truffa 2006 (potendo contare sulla solita opposizione “di facciata”) dovrebbe essere - nelle intenzioni - la pietra tombale su qualsiasi tentativo di stanare nelle liste i personaggi-chiave cui sarà affidato il compito, nel nuovo parlamento, di portare a termine l’annullamento della partecipazione democratica avviato negli ultimi dieci anni ed ora prossimo al traguardo finale. Qualunque sia il vincitore. La regia occulta di livello sovranazionale che ha portato, fra l’altro, il nostro Paese al centro di conflitti mondiali, esponendo i cittadini a permanenti, esplosivi attacchi delle resistenze locali, grazie all’azzeramento delle preferenze potrà contare, di qui ai prossimi cinque anni, su un governo ubbidiente e ligio alle decisioni assunte sui tavoli di summit supersegreti, come quelli che regolarmente si svolgono fra organismi dei Bilderberg, della Trilateral o degli Illuminati, per citare solo i nomi circolati finora. Da qui, lungo mille rivoli di potere, si dipanano gli assetti delle “cupole” locali, popolate soprattutto di ignari, utili idioti che inconsapevolmente contribuiranno ad attuare disegni predeterminati “dall’alto”.
E’ in questo contesto che la Voce prova a calarsi giù negli elenchi dei “candidati” (si fa per dire, dal momento che i partiti hanno già stabilito chi saranno i futuri deputati e senatori), alla ricerca di nomi, personaggi collaterali e situazioni che potrebbero riportare al quadro principale di controllo totale sulle istituzioni italiane. Questo spiega, fra l’altro, anche la persistenza contro ogni logica elettorale di soggetti pluriinquisiti, colpiti da condanne definitive, sotto accusa o condannati per collusioni mafiose. Tutti già prescelti per rappresentare i cittadini italiani in parlamento. E spiega anche la presenza nelle liste elettorali - a destra come a sinistra - di personaggi organici (o collegati) a milieu massonici e paramassonici, spesso in maniera occulta, ma talvolta anche in forme conclamate.

Il Fascista Claudio Mutti
MAI DIRE SAYA
E allora partiamo da qui, dagli “incappucciati”, dalle potenti organizzazioni che prevedono tuttora la segretezza quasi assoluta sui nomi dei loro affiliati, per tracciare la possibile mappa delle future Camere secondo quanto già stabilito dai signori del nuovo ordine mondiale. I quali, nell’era della comunicazione globale, affiancano alle tradizionali forme di rappresentanza (dai Templari agli ordini cavallereschi) sigle ammantate di fini “umanitari”, che consentono agli adepti presenti da un capo all’altro del pianeta, o dei singoli continenti, di raccordarsi in maniera efficace anche utilizzando internet. Attraverso tali sigle passano, per fare solo qualche esempio, la schedatura di milioni di persone, il rilascio di passaporti diplomatici, il reclutamento e l’ingaggio di contractors sui luoghi di guerra.
Siamo così arrivati a lui, il leader del Movimento Sociale Destra Nazionale che la sua appartenenza massonica la proclama con forza: é Gaetano Saya, indicato negli elenchi ufficiali del Viminale per le Politiche 2006 come leader nazionale del partito che in Abruzzo vede capolista alla Camera il suo alter ego, vale a dire la moglie Maria Antonietta Cannizzaro, protagonista (per conto del marito) di quella trattativa con Berlusconi che doveva sancire l’ingresso della destra fascista nel Polo e alla candidatura dello stesso Saya al Senato nella sua terra d’origine, Messina. Poi il brusco dietro front del cavaliere.
Arrestato lo scorso anno con l’accusa di aver dato vita ad una polizia parallela attraverso la sigla di estrema destra DSSA (Dipartimento studi strategici antiterrorismo), Saya é al centro di collegamenti inquietanti e complessi, che vanno ben al di là di queste imputazioni giudiziarie. Proviamo qui a ricostruirli. Fin dall’autobiografia Saya dichiara di essere stato ingaggiato, negli anni settanta, dai servizi segreti Nato come «esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo». «Raggiunti i massimi livelli - prosegue - si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo del Sismi, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale». Poi racconta il sodalizio con Riccardo Sindoca, altro fondatore della Dssa, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta della Procura di Genova, ma soprattutto elemento centrale del disegno massonico nazionale ed internazionale. «All'alba del 1 luglio 2005 - scrive Saya riferendosi a se stesso - è stato posto agli arresti domiciliari da ingenti Forze di Polizia (per arrestare Riina ne furono impiegati meno), con false, infondate e pretestuose accuse insieme al suo Vice e fratello d'armi Riccardo Sindoca».
Se con la moglie-aspirante-deputata Maria Antonietta Cannizzaro, anche lei messinese, Saya aveva finora messo su esclusivamente affarucci di carattere commerciale (come la srl Semiramide, fondata a Firenze nel ‘99 per il commercio di apparecchiature elettroniche e ceduta poi al trentunenne Alessio Augusti da Pistoia), attraverso il “fratello d’armi” Sindoca Saya ha tentato il gran ritorno nei salotti buoni della massoneria internazionale. Dove il gioco si fa duro davvero. Seguendo questa storia stiamo per entrare in una delle inchieste supersegrete che proprio in questi giorni sono al vaglio di diverse Procure italiane, cui è stato inoltrato un corposo dossier top secret dalle Fiamme Gialle.
Seguiamo Sindoca. Milanese d’origine, 38 anni, fino al 2000 si era occupato di una società che, nonostante il nome vagamente inquietante, Sipar, era dedita prevalentemente a servizi di pulizia. Suoi soci erano il quarantatreenne Roberto Parodi ed i fratelli Giuseppe e Paolo Antonio Regola. Nel 2001 Sindoca cambia rotta: fonda a Milano la srl Università Europea di Acuologia - Agenzia culturale di informazione e comunicazione, i classici 10 mila euro di capitale. Gli è a fianco stavolta, nel parterre societario, il siciliano Pasquale Romano, 65 anni, da Giardini Naxos, professione giudice di pace. Scopo della società, che ha sede in via Gallarate 24, nel capoluogo lombardo, é fra l’altro quello di diffondere attraverso i propri insegnamenti e quelli di analoghi “istituti” nel mondo, lo studio di una disciplina appositamente creata: per l’appunto, l’acuologia o scienza dell’ascolto.

Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati
E che non si tratti della solita, bizzarra creatura autoreferenziale, o messa su solo per intercettare finanziamenti, lo scopriamo attraverso il curriculum di uno fra i “docenti” di punta dell’università di Sindoca. Si tratta del massone Franco Antonio Pinardi, al centro di uno scenario istituzionale da far venire i brividi. Pinardi ricopre infatti cariche, contemporaneamente, nelle principali sigle paramassoniche internazionali, ma anche in importanti livelli istituzionali dello Stato italiano.
rennenno banale ogni antra
...portata scambiannose...
de sapore pe nun esse
degustazione...zucchino che se
crede da esse raggione...
cercanno da fà vede che...
sà n'mbastì tavolata...
primo siconno e giù pommidoro...
spremennose pizzetto...
recchia pe astuccio
...carezzannose fronte...
mentre diggita testo...
come se addice a n'pizzicarolo...
fesso e...
avenno fatto gran sforzo...de
n'tuizione geniale...se
fissa sur corso che cò
l'occhio tà rubbato dar collega...
cetriolo...de cui dicheno..
che dè n'gran malandrino...
freganno spesso...e volentieri...
er micco ortolano...
e avennoje n'pò n'vidiato...
stò modo ar quanto...
naturale...de fà
come je pare e...
de nun dovè...renne conto a nissuno
sur pane...facenno finta
de nun avè n'mparato bene lezione...
nun n'terpretanno giusto...
...er Ponte
de nà ricetta ascortata...facennola
diventà pappardella de smemoria...
inn'Ammore..dò se porta rete de
pallone a chi cià sete...
...mettenno mano avanti...pe
nun fà brutta n'mpressione..
facennose puro vede come
se dovesse chiede ...se sà fà stò
mestiere...
...continua irritante...
ottuso...a fà caciara...n'mpersonannose
in chi nun je pò esse uguale
de sapore...e cò la maliziosa furbata
da fà n'pò er toccato...
clandestino ...male fà stesso
gioco...n'mpiastranno er tovajolo...
finenno pe concentrasse solo
su du gustose rotonne cipollone...
e n'vece de gabbà come se
deve l'ortolano...
finisce a fette a fà dà n'grediente
pe n'insalata...de pietra..che sòna
facenno sicuro figuro de n'zucchino
sciapo rincojonito e parecchio scemo.
Ponte ponente ponte pì...
Fascio d'ammore porta quattrin

Ustica, riaperte le indagini dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga
Il senatore Francesco Cossiga
Le dichiarazioni ai magistrati della procura della Repubblica di Roma di un testimone eccellente come il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga potrebbero dopo 28 anni ridare slancio alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. La procura di Roma ha, infatti, riaperto l'inchiesta sull'abbattimento del Dc 9 dell'Itavia in cui morirono 81 persone, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.

La testimonianza
"Ecco come hanno fatto sparire Emanuela"

SCALATA LAZIO: TOFFOLO HA VIOLATO OBBLIGHI DOMICILIARI
Avrebbe violato l'obbligo degli arresti domiciliari, parlando al telefono con persone con cui non era autorizzato a comunicare. Per questa ragione, il tribunale del riesame di Roma ha accolto la richiesta della procura di applicare la misura della custodia cautelare in carcere per Fabrizio Toffolo, uno dei capi degli 'Irriducibili', imputato nel processo per aggiotaggio e tentata estorsione nei confronti del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nell'ambito della vicenda sulla fallita scalata al club da parte di Giorgio Chinaglia. Le conversazioni telefoniche incriminate farebbero riferimento all'autunno dello scorso anno, quando Toffolo, gia' ai domiciliari, chiese informazioni su quanto accadutogli settimane prima quando fu ferito lievemente a una gamba con due colpi di pistola da due persone (ancora da identificare) presentatesi una sera di agosto a casa sua, con la pettorina 'polizia', con la scusa di un controllo. I pm Stefano Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola, che hanno avuto notizia di queste conversazioni non autorizzate dal pm Laura Condemi (che indaga sull'attentato a Toffolo), hanno chiesto ai giudici della sesta sezione penale, davanti ai quali si celebra il processo per aggiotaggio, di aggravare la misura cautelare per l'ultra' della Lazio e per altri due imputati (gli altri 'Irriducibili' Yuri Alviti e Fabrizio Piscitelli) ma il presidente Luciano Pugliese non e' stato dello stesso parere. E' stato, invece, il collegio del riesame, guidato da Giuseppe D'Arma, ad accogliere l'istanza soltanto per quello che riguarda Toffolo, il quale, pero', non andra' in carcere. Il provvedimento, infatti, non e' esecutivo in attesa che si pronunci la Cassazione, dopo il ricorso delle difese.
Trame massoniche sul voto
confratelli in lista e ponti d'ammori
Crociati e NARcotici Religgiosi
Piccolo riepilogo

di Rita Pennarola confratelli in lista e ponti d'ammori
Crociati e NARcotici Religgiosi
Piccolo riepilogo

tratto dalla rivista “La Voce”della Campania
www.lavocedellacampania.it
Come si sono attrezzate le confraternite italiane e quelle transnazionali per le Politiche 2006? E in che modo governeranno gli assetti del nuovo Parlamento? Tra vecchie conoscenze ed impresentabili new entry, siamo andati a cercare i candidati che fanno riferimento a compagini che mantengono l’assoluta segretezza sui nomi degli affiliati.
Segretezza assoluta. La legge elettorale voluta dal governo Berlusconi alla vigilia delle Politiche-truffa 2006 (potendo contare sulla solita opposizione “di facciata”) dovrebbe essere - nelle intenzioni - la pietra tombale su qualsiasi tentativo di stanare nelle liste i personaggi-chiave cui sarà affidato il compito, nel nuovo parlamento, di portare a termine l’annullamento della partecipazione democratica avviato negli ultimi dieci anni ed ora prossimo al traguardo finale. Qualunque sia il vincitore. La regia occulta di livello sovranazionale che ha portato, fra l’altro, il nostro Paese al centro di conflitti mondiali, esponendo i cittadini a permanenti, esplosivi attacchi delle resistenze locali, grazie all’azzeramento delle preferenze potrà contare, di qui ai prossimi cinque anni, su un governo ubbidiente e ligio alle decisioni assunte sui tavoli di summit supersegreti, come quelli che regolarmente si svolgono fra organismi dei Bilderberg, della Trilateral o degli Illuminati, per citare solo i nomi circolati finora. Da qui, lungo mille rivoli di potere, si dipanano gli assetti delle “cupole” locali, popolate soprattutto di ignari, utili idioti che inconsapevolmente contribuiranno ad attuare disegni predeterminati “dall’alto”.
E’ in questo contesto che la Voce prova a calarsi giù negli elenchi dei “candidati” (si fa per dire, dal momento che i partiti hanno già stabilito chi saranno i futuri deputati e senatori), alla ricerca di nomi, personaggi collaterali e situazioni che potrebbero riportare al quadro principale di controllo totale sulle istituzioni italiane. Questo spiega, fra l’altro, anche la persistenza contro ogni logica elettorale di soggetti pluriinquisiti, colpiti da condanne definitive, sotto accusa o condannati per collusioni mafiose. Tutti già prescelti per rappresentare i cittadini italiani in parlamento. E spiega anche la presenza nelle liste elettorali - a destra come a sinistra - di personaggi organici (o collegati) a milieu massonici e paramassonici, spesso in maniera occulta, ma talvolta anche in forme conclamate.

Il Fascista Claudio Mutti
MAI DIRE SAYA
E allora partiamo da qui, dagli “incappucciati”, dalle potenti organizzazioni che prevedono tuttora la segretezza quasi assoluta sui nomi dei loro affiliati, per tracciare la possibile mappa delle future Camere secondo quanto già stabilito dai signori del nuovo ordine mondiale. I quali, nell’era della comunicazione globale, affiancano alle tradizionali forme di rappresentanza (dai Templari agli ordini cavallereschi) sigle ammantate di fini “umanitari”, che consentono agli adepti presenti da un capo all’altro del pianeta, o dei singoli continenti, di raccordarsi in maniera efficace anche utilizzando internet. Attraverso tali sigle passano, per fare solo qualche esempio, la schedatura di milioni di persone, il rilascio di passaporti diplomatici, il reclutamento e l’ingaggio di contractors sui luoghi di guerra.
Siamo così arrivati a lui, il leader del Movimento Sociale Destra Nazionale che la sua appartenenza massonica la proclama con forza: é Gaetano Saya, indicato negli elenchi ufficiali del Viminale per le Politiche 2006 come leader nazionale del partito che in Abruzzo vede capolista alla Camera il suo alter ego, vale a dire la moglie Maria Antonietta Cannizzaro, protagonista (per conto del marito) di quella trattativa con Berlusconi che doveva sancire l’ingresso della destra fascista nel Polo e alla candidatura dello stesso Saya al Senato nella sua terra d’origine, Messina. Poi il brusco dietro front del cavaliere.
Arrestato lo scorso anno con l’accusa di aver dato vita ad una polizia parallela attraverso la sigla di estrema destra DSSA (Dipartimento studi strategici antiterrorismo), Saya é al centro di collegamenti inquietanti e complessi, che vanno ben al di là di queste imputazioni giudiziarie. Proviamo qui a ricostruirli. Fin dall’autobiografia Saya dichiara di essere stato ingaggiato, negli anni settanta, dai servizi segreti Nato come «esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo». «Raggiunti i massimi livelli - prosegue - si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo del Sismi, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale». Poi racconta il sodalizio con Riccardo Sindoca, altro fondatore della Dssa, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta della Procura di Genova, ma soprattutto elemento centrale del disegno massonico nazionale ed internazionale. «All'alba del 1 luglio 2005 - scrive Saya riferendosi a se stesso - è stato posto agli arresti domiciliari da ingenti Forze di Polizia (per arrestare Riina ne furono impiegati meno), con false, infondate e pretestuose accuse insieme al suo Vice e fratello d'armi Riccardo Sindoca».
Se con la moglie-aspirante-deputata Maria Antonietta Cannizzaro, anche lei messinese, Saya aveva finora messo su esclusivamente affarucci di carattere commerciale (come la srl Semiramide, fondata a Firenze nel ‘99 per il commercio di apparecchiature elettroniche e ceduta poi al trentunenne Alessio Augusti da Pistoia), attraverso il “fratello d’armi” Sindoca Saya ha tentato il gran ritorno nei salotti buoni della massoneria internazionale. Dove il gioco si fa duro davvero. Seguendo questa storia stiamo per entrare in una delle inchieste supersegrete che proprio in questi giorni sono al vaglio di diverse Procure italiane, cui è stato inoltrato un corposo dossier top secret dalle Fiamme Gialle.
Seguiamo Sindoca. Milanese d’origine, 38 anni, fino al 2000 si era occupato di una società che, nonostante il nome vagamente inquietante, Sipar, era dedita prevalentemente a servizi di pulizia. Suoi soci erano il quarantatreenne Roberto Parodi ed i fratelli Giuseppe e Paolo Antonio Regola. Nel 2001 Sindoca cambia rotta: fonda a Milano la srl Università Europea di Acuologia - Agenzia culturale di informazione e comunicazione, i classici 10 mila euro di capitale. Gli è a fianco stavolta, nel parterre societario, il siciliano Pasquale Romano, 65 anni, da Giardini Naxos, professione giudice di pace. Scopo della società, che ha sede in via Gallarate 24, nel capoluogo lombardo, é fra l’altro quello di diffondere attraverso i propri insegnamenti e quelli di analoghi “istituti” nel mondo, lo studio di una disciplina appositamente creata: per l’appunto, l’acuologia o scienza dell’ascolto.

Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati
E che non si tratti della solita, bizzarra creatura autoreferenziale, o messa su solo per intercettare finanziamenti, lo scopriamo attraverso il curriculum di uno fra i “docenti” di punta dell’università di Sindoca. Si tratta del massone Franco Antonio Pinardi, al centro di uno scenario istituzionale da far venire i brividi. Pinardi ricopre infatti cariche, contemporaneamente, nelle principali sigle paramassoniche internazionali, ma anche in importanti livelli istituzionali dello Stato italiano.
Franco Antonio Pinardi che è anche Confederazione Giudici di Pace
postato da: SpawN72 alle ore 16:11 | Permalink |
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categoria:er risvejo, er complotto, er cane nero, er macellaro, du zanzare, ora pro nobis, er devoto, nà serpe nera, er burdogghe scemo, er bacherozzo speculatore, er zucchino doro
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