lunedì, 23 giugno 2008
Er Zucchino senza sale fà imitazione
rennenno banale ogni antra
...portata  scambiannose...
de sapore pe nun esse
degustazione...zucchino che se
crede da esse raggione...
cercanno da fà vede che...
sà n'mbastì tavolata...
primo siconno e giù pommidoro...
spremennose pizzetto...
recchia pe astuccio
...carezzannose fronte...
mentre diggita testo...
come se addice a n'pizzicarolo...
fesso e...
avenno fatto gran sforzo...de
n'tuizione geniale...se
fissa sur corso che cò
l'occhio tà rubbato dar collega...
cetriolo...de cui dicheno..
che dè n'gran malandrino...
freganno spesso...e volentieri...
er micco ortolano...
e avennoje n'pò n'vidiato...
stò modo ar quanto...
naturale...de fà
come je pare e...
de nun dovè...renne conto a nissuno
sur pane...facenno finta
de nun avè n'mparato bene lezione...
nun n'terpretanno giusto...
...er Ponte
de nà ricetta ascortata...facennola
diventà pappardella de smemoria...
inn'Ammore..dò se porta rete de
pallone a chi cià sete...

...mettenno mano avanti...pe
nun fà brutta n'mpressione..
facennose puro vede come
se dovesse chiede ...se sà fà stò
mestiere...
...continua irritante...
ottuso...a fà caciara...n'mpersonannose
in chi nun je pò esse uguale
de sapore...e cò la maliziosa furbata
da fà n'pò er toccato...
clandestino ...male fà stesso
gioco...n'mpiastranno er tovajolo...
finenno pe concentrasse solo
su du gustose rotonne cipollone...
e n'vece de gabbà come se
deve l'ortolano...
finisce a fette a fà dà n'grediente
pe n'insalata...de pietra..che sòna
facenno sicuro figuro de n'zucchino
sciapo rincojonito e parecchio scemo.

Ponte ponente ponte pì...
Fascio d'ammore porta quattrin




Ustica, riaperte le indagini dopo le dichiarazioni di Francesco Cossiga

Il senatore Francesco Cossiga

Le dichiarazioni ai magistrati della procura della Repubblica di Roma di un testimone eccellente come il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga potrebbero dopo 28 anni ridare slancio alla ricerca della verità sulla strage di Ustica. La procura di Roma ha, infatti, riaperto l'inchiesta sull'abbattimento del Dc 9 dell'Itavia in cui morirono 81 persone, dopo aver convocato e sentito come testimoni due dei protagonisti del tempo: il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga e Giuliano Amato, ai tempi sottosegretario alla presidenza del Consiglio.


La testimonianza
"Ecco come hanno fatto sparire Emanuela"

Emanuela Orlandi

La donna, ex compagna di Renatino, boss della banda della Magliana, interrogata dai pm romani che stanno indagando sull'omicidio di Emanuela Orlandi, racconta che la giovane sparita nell''83 sarebbe stata uccisa, chiusa in un sacco e gettata dentro una betoniera di un cantiere di Torvaianica.



SCALATA LAZIO: TOFFOLO HA VIOLATO OBBLIGHI DOMICILIARI

Avrebbe violato l'obbligo degli arresti domiciliari, parlando al telefono con persone con cui non era autorizzato a comunicare. Per questa ragione, il tribunale del riesame di Roma ha accolto la richiesta della procura di applicare la misura della custodia cautelare in carcere per Fabrizio Toffolo, uno dei capi degli 'Irriducibili', imputato nel processo per aggiotaggio e tentata estorsione nei confronti del presidente della Lazio, Claudio Lotito, nell'ambito della vicenda sulla fallita scalata al club da parte di Giorgio Chinaglia. Le conversazioni telefoniche incriminate farebbero riferimento all'autunno dello scorso anno, quando Toffolo, gia' ai domiciliari, chiese informazioni su quanto accadutogli settimane prima quando fu ferito lievemente a una gamba con due colpi di pistola da due persone (ancora da identificare) presentatesi una sera di agosto a casa sua, con la pettorina 'polizia', con la scusa di un controllo. I pm Stefano Rocco Fava, Vittoria Bonfanti ed Elisabetta Ceniccola, che hanno avuto notizia di queste conversazioni non autorizzate dal pm Laura Condemi (che indaga sull'attentato a Toffolo), hanno chiesto ai giudici della sesta sezione penale, davanti ai quali si celebra il processo per aggiotaggio, di aggravare la misura cautelare per l'ultra' della Lazio e per altri due imputati (gli altri 'Irriducibili' Yuri Alviti e Fabrizio Piscitelli) ma il presidente Luciano Pugliese non e' stato dello stesso parere. E' stato, invece, il collegio del riesame, guidato da Giuseppe D'Arma, ad accogliere l'istanza soltanto per quello che riguarda Toffolo, il quale, pero', non andra' in carcere. Il provvedimento, infatti, non e' esecutivo in attesa che si pronunci la Cassazione, dopo il ricorso delle difese.

Trame massoniche sul voto
 confratelli in lista e ponti d'ammori
Crociati e NARcotici Religgiosi
Piccolo riepilogo



di Rita Pennarola
tratto dalla rivista “La Voce”della Campania
www.lavocedellacampania.it


Come si sono attrezzate le confraternite italiane e quelle transnazionali per le Politiche 2006? E in che modo governeranno gli assetti del nuovo Parlamento? Tra vecchie conoscenze ed impresentabili new entry, siamo andati a cercare i candidati che fanno riferimento a compagini che mantengono l’assoluta segretezza sui nomi degli affiliati.

Segretezza assoluta. La legge elettorale voluta dal governo Berlusconi alla vigilia delle Politiche-truffa 2006 (potendo contare sulla solita opposizione “di facciata”) dovrebbe essere - nelle intenzioni - la pietra tombale su qualsiasi tentativo di stanare nelle liste i personaggi-chiave cui sarà affidato il compito, nel nuovo parlamento, di portare a termine l’annullamento della partecipazione democratica avviato negli ultimi dieci anni ed ora prossimo al traguardo finale. Qualunque sia il vincitore. La regia occulta di livello sovranazionale che ha portato, fra l’altro, il nostro Paese al centro di conflitti mondiali, esponendo i cittadini a permanenti, esplosivi attacchi delle resistenze locali, grazie all’azzeramento delle preferenze potrà contare, di qui ai prossimi cinque anni, su un governo ubbidiente e ligio alle decisioni assunte sui tavoli di summit supersegreti, come quelli che regolarmente si svolgono fra organismi dei Bilderberg, della Trilateral o degli Illuminati, per citare solo i nomi circolati finora. Da qui, lungo mille rivoli di potere, si dipanano gli assetti delle “cupole” locali, popolate soprattutto di ignari, utili idioti che inconsapevolmente contribuiranno ad attuare disegni predeterminati “dall’alto”.

E’ in questo contesto che la Voce prova a calarsi giù negli elenchi dei “candidati” (si fa per dire, dal momento che i partiti hanno già stabilito chi saranno i futuri deputati e senatori), alla ricerca di nomi, personaggi collaterali e situazioni che potrebbero riportare al quadro principale di controllo totale sulle istituzioni italiane. Questo spiega, fra l’altro, anche la persistenza contro ogni logica elettorale di soggetti pluriinquisiti, colpiti da condanne definitive, sotto accusa o condannati per collusioni mafiose. Tutti già prescelti per rappresentare i cittadini italiani in parlamento. E spiega anche la presenza nelle liste elettorali - a destra come a sinistra - di personaggi organici (o collegati) a milieu massonici e paramassonici, spesso in maniera occulta, ma talvolta anche in forme conclamate.

Il Fascista Claudio Mutti

MAI DIRE SAYA

E allora partiamo da qui, dagli “incappucciati”, dalle potenti organizzazioni che prevedono tuttora la segretezza quasi assoluta sui nomi dei loro affiliati, per tracciare la possibile mappa delle future Camere secondo quanto già stabilito dai signori del nuovo ordine mondiale. I quali, nell’era della comunicazione globale, affiancano alle tradizionali forme di rappresentanza (dai Templari agli ordini cavallereschi) sigle ammantate di fini “umanitari”, che consentono agli adepti presenti da un capo all’altro del pianeta, o dei singoli continenti, di raccordarsi in maniera efficace anche utilizzando internet. Attraverso tali sigle passano, per fare solo qualche esempio, la schedatura di milioni di persone, il rilascio di passaporti diplomatici, il reclutamento e l’ingaggio di contractors sui luoghi di guerra.

Siamo così arrivati a lui, il leader del Movimento Sociale Destra Nazionale che la sua appartenenza massonica la proclama con forza: é Gaetano Saya, indicato negli elenchi ufficiali del Viminale per le Politiche 2006 come leader nazionale del partito che in Abruzzo vede capolista alla Camera il suo alter ego, vale a dire la moglie Maria Antonietta Cannizzaro, protagonista (per conto del marito) di quella trattativa con Berlusconi che doveva sancire l’ingresso della destra fascista nel Polo e alla candidatura dello stesso Saya al Senato nella sua terra d’origine, Messina. Poi il brusco dietro front del cavaliere.
Arrestato lo scorso anno con l’accusa di aver dato vita ad una polizia parallela attraverso la sigla di estrema destra DSSA (Dipartimento studi strategici antiterrorismo), Saya é al centro di collegamenti inquietanti e complessi, che vanno ben al di là di queste imputazioni giudiziarie. Proviamo qui a ricostruirli. Fin dall’autobiografia Saya dichiara di essere stato ingaggiato, negli anni settanta, dai servizi segreti Nato come «esperto in ISPEG (Informazioni, Sabotaggio, Propaganda e Guerriglia), controspionaggio e antiterrorismo». «Raggiunti i massimi livelli - prosegue - si congeda nel 1997. Cooptato nel 1975 dal Generale Giuseppe Santovito, allora Capo del Sismi, viene iniziato in una Loggia Massonica riservata; da Apprendista di primo grado in breve diviene Maestro Venerabile della Loggia "Divulgazione 1" a carattere internazionale». Poi racconta il sodalizio con Riccardo Sindoca, altro fondatore della Dssa, arrestato nell’ambito della stessa inchiesta della Procura di Genova, ma soprattutto elemento centrale del disegno massonico nazionale ed internazionale. «All'alba del 1 luglio 2005 - scrive Saya riferendosi a se stesso - è stato posto agli arresti domiciliari da ingenti Forze di Polizia (per arrestare Riina ne furono impiegati meno), con false, infondate e pretestuose accuse insieme al suo Vice e fratello d'armi Riccardo Sindoca».
Se con la moglie-aspirante-deputata Maria Antonietta Cannizzaro, anche lei messinese, Saya aveva finora messo su esclusivamente affarucci di carattere commerciale (come la srl Semiramide, fondata a Firenze nel ‘99 per il commercio di apparecchiature elettroniche e ceduta poi al trentunenne Alessio Augusti da Pistoia), attraverso il “fratello d’armi” Sindoca Saya ha tentato il gran ritorno nei salotti buoni della massoneria internazionale. Dove il gioco si fa duro davvero. Seguendo questa storia stiamo per entrare in una delle inchieste supersegrete che proprio in questi giorni sono al vaglio di diverse Procure italiane, cui è stato inoltrato un corposo dossier top secret dalle Fiamme Gialle.
Seguiamo Sindoca. Milanese d’origine, 38 anni, fino al 2000 si era occupato di una società che, nonostante il nome vagamente inquietante, Sipar, era dedita prevalentemente a servizi di pulizia. Suoi soci erano il quarantatreenne Roberto Parodi ed i fratelli Giuseppe e Paolo Antonio Regola. Nel 2001 Sindoca cambia rotta: fonda a Milano la srl Università Europea di Acuologia - Agenzia culturale di informazione e comunicazione, i classici 10 mila euro di capitale. Gli è a fianco stavolta, nel parterre societario, il siciliano Pasquale Romano, 65 anni, da Giardini Naxos, professione giudice di pace. Scopo della società, che ha sede in via Gallarate 24, nel capoluogo lombardo, é fra l’altro quello di diffondere attraverso i propri insegnamenti e quelli di analoghi “istituti” nel mondo, lo studio di una disciplina appositamente creata: per l’appunto, l’acuologia o scienza dell’ascolto.


Confederazione Internazionale dei Cavalieri Crociati

E che non si tratti della solita, bizzarra creatura autoreferenziale, o messa su solo per intercettare finanziamenti, lo scopriamo attraverso il curriculum di uno fra i “docenti” di punta dell’università di Sindoca. Si tratta del massone Franco Antonio Pinardi, al centro di uno scenario istituzionale da far venire i brividi. Pinardi ricopre infatti cariche, contemporaneamente, nelle principali sigle paramassoniche internazionali, ma anche in importanti livelli istituzionali dello Stato italiano.


Franco Antonio Pinardi che è anche Confederazione Giudici di Pace
lunedì, 16 giugno 2008
Rimanenno n'Indirizzo che
nun dovrebbe esse Pervenuto...
soprattutto pe quelli che...
...predicànno bene ..
libbera parola...
...e sale...de opinione...
...te razzolano male
comportannose uguale a lì tali
che je la leveno...
...abbusannone de più
dell'artri de stò sistema...
n'fame...
pe fanne traccia...e messaggio...
triangolare...a grembiule...
pe asciugasse er sudore...
se quarched'uno prova a n'terompe
er trombettiere..
....e quanno smozzicano...
...critica...che
je se rinfaccia...mettenno
a vista pochezza...de coperta
straccia...
...comprata a metro
de stoffa....e che se sò cucita
pe ricamo a fà toppa...
..pe nun dì malignanno
come sanno n'tanti...
...che n'vece sò...
parte d'organigramma...de n'libbro
a busta ...dò paga...la casta...
e propagannanno male diriggenza...
je fà da lustra ciavatta ...
sarvannoje così parvenza...
...de nà certa stazza...
...ar reggimoccolo...
...d'umore de piazza...
mostranno er muscoletto
cor consenso...gestito a setaccio...
dò nun passa sconosciuto sasso...
de n'dirizzo...e dò perciò nun
pò fàje dissesto...ar confronto..
che uscenno fòri da l'orto...se
fà catturato...pe chiunque...
vò facce analisi...mercato...
pe esse oro colato...anco
pe er malandrino...pe diventà
n'mpicciato...grado pe   
n'crontrollo che nun po esse
de certo da questo autorizzato e
gestito er libbero arbitrio.

Daje facce ride...burdogghe   

         


Il Fascista Augusto Cauchi

Militante di Ordine Nero in Toscana. E' considerato il tramite tra i fascisti eversivi e Licio Gelli. Collegato al SID. Organizzò insieme a Betani un'irruzione nella presunta sede dell'organizzazione "Stella Rossa" per conto della polizia (secondo la testimonianza di Luciano Franci). Espatriato, vive in Argentina. Il 7.4.95 i giudici chiedono l'estradizione all'Argentina. Da un'informazione ottenuta dal giudice Casson nel '95 risulterebbe in un elenco di 12 agenti della CIA italiani.


Augusto Cauchi con Stefano Delle Chiaie

AN (Alleanza NAZI.. opps Avanguardia Nazionale)

Fondata nel 1962 da Stefano Delle Chiaie, detto "caccola". AN si ispirava al nazismo, aveva come simbolo un rombo con il lati inferiori prolungati (una lettera dell'alfabeto runico). Propagandava la lotta alla democrazia parlamentare, al neo illuminismo, all'alleanza fra il moderatismo cattolico e il riformismo socialista e sosteneva la grande Europa.


Golpe di Stato all'italiana

Caratterizzata da una ferrea disciplina interna, non ha mai superato i 500 aderenti con le maggiori sedi a Roma, Ancona, Bari, Foggia, Lecce, Massa Carrara, Napoli, Reggio Calabria, Rieti, Taranto, Trento e Vibo Valentia. Ha organizzato campi paramilitari vicino Rieti e in altre località italiane.




OLTRE IL CALCIO-BUSINESS - La geopolitica del pallone
         
Varie DI GUIDO CALDIRON
Liberazione



«E' più facile fare un libro su Sarkozy... Il semplice fatto che qualcuno possa scrivere un'inchiesta senza autorizzazione su Zidane è considerato inammissibile. Come se il soggetto rappresentasse qualcosa di religioso». Uno dei responsabili delle edizioni parigine Flammarion ha raccontato così nei giorni scorsi a Le Monde il furto del manoscritto della biografia di Zizu a cui stava lavorando il giornalista Besma Laouri. Nel libro, la cui pubblicazione era annunciata per l'inizio dei campionati europei, sarebbero affrontati argomenti quali il doping, i contratti pubblicitari e gli investimenti finanziari compiuti dal campione. Non sembrerebbe, ma evidentemente si tratta di rivelazioni in grado di togliere il sonno a qualcuno al punto da far scomparire da più di un computer appunti e dichiarazioni di Zinédine Zidane.

venerdì, 13 giugno 2008
Mettennose maschera de giusta
ingenua opera pia e perseverata
n'durgenza....

...e porta a casa...

...ànnanno avanti sempre
cò lì stessi n'censi...facenno
da dama bianca pe n'gioco
che dè...de scacchi...e che te utile
pe diventà n'segna punti...

...pe l'artri...

trascinanno n'stesso loco...pe forza...
pecora lupo e n'fine er poro
...broccolo...
e der resto se sà che coccio...
senza braccia...percore angolo
superanno er novanta de corte...
cò n'obbliqua strada che s'allunga pe
poi stancasse a uffa ...sconnessa...
sarterella sballata...sbarella....
ritrovannose apposta in'aperto...
spazio dò nun esiste...
...gnente pe cui contà
e pe esse solo nò strazio...
aridiventanno n'antra vorta inizio...
trascinannose appresso foji...secchi
stracci e breccole...e presentannole
cò irritante ingenua pia strafottenza...
pe nun ammette stesso sbajo...
e continuà a decide pe pochi...
...pe fà ...come se dice...
..da...inutile mucchio....
spacciannetelo pe argento...nà vorta
dù vorte ...tre vorte e alla fine der
conto...se rompe e se vede...
...n'giro de n'mare de malafede...
...associata da n'copione dò
se recita ogniuno parte assegnata
...tutta...sur groppone der
Popolo...Vacca...e de traverso
de sguincio n'der sopra e n'der
sotto...pe nun fatte...se credeno loro...
capì gnente...e soprattutto pe fermatte
dar pericolo de ...scoprì da nun essece
rimasto n'pezzetto...sano
e perciò se dovrebbe solo che
rifonnà Tutto.

Propio pe questo...godemosela...
e lassamoli soli a fà stà
teatrata ...che quante ne avemo
viste e quante ancora ne vedremo...
uscimo...pe diventà muro vero
...dò nun passa nisuno!

¡No Pasarán!



MAFIA: LEFT, UN "REBUS GIURIDICO" TUTELA I BENI DEI BOSS

(AGI) - Roma, 12 giu. - Ogni giorno "200 milioni di euro passano dalle mani degli imprenditori a quelle dei mafiosi". Ma questi ultimi "possono continuare a dormire sonni tranquilli", perche' "un rebus di carattere giuridico rischia seriamente di vanificare ogni azione dello Stato contro il patrimonio" dei boss. A denunciarlo e' un articolo ("Tutti i trucchi per tutelare la mafia") pubblicato sul numero di "Left" in edicola da venerdi'. Nel nuovo ddl sulla sicurezza, sostiene il settimanale, "la questione della completa separazione tra misure di prevenzione personali e patrimoniali non e' stata risolta", anzi due articoli "rischiano di rendere la faccenda ancora piu' ingarbugliata": il governo, a fronte dell'affermazione di principio contenuta nell'articolo 12 ("le misure di prevenzione personali e patrimoniali si applicano, congiuntamente o disgiuntamente, anche in caso di morte del soggetto"), avrebbe infatti "mantenuto inalterato il precedente impianto normativo, per cui la misura patrimoniale resta in posizione subordinata e accessoria rispetto a quella personale". Morale: le attivita' economiche, i patrimoni immobiliari e le ingentissime risorse finanziarie gestite dai boss "continuano a essere protetti da una normativa che invece di prendere in considerazione i precedenti specifici dell'indiziato o di verificare con quali redditi ha formato il suo patrimonio (quindi la pericolosita' passata), prende in considerazione soltanto la pericolosita' attuale, effettuando un colpo di spugna, una vera e propria sanatoria, sui patrimoni accumulati dall'indiziato nel corso degli anni". "Non sembra un caso - conclude Left - che i sequestri e le confische dei patrimoni mafiosi abbiamo subito negli ultimi anni un crollo verticale, anche in province ad alta densita' mafiosa": complessivamente, meno del 15% degli immobili sottoposti a sequestro arrivano alla confisca. (AGI)



Maccheroni Football Club

di Gianluca Di Feo e Vittorio Malagutti

Volevano comprare la Roma. Sono a un passo dall'acquisto del Bologna. Ma nella misteriosa cordata italo-americana c'è il manager dei Follieri, più immobili, scandali e cardinali
 
Alfredo Cazzola


la demokrazia  a 4 milioni di euro dei Grillini

Joe Tacopina lo ripete spesso: "Il calcio in Italia è una religione". Frase non proprio originale, ma senz'altro vera. E lui, avvocato penalista di Brooklyn con il pallino degli affari e un'ambizione smisurata, lo ha capito da subito. Ha capito che il pallone, per chi ci sa fare, può diventare un'occasione di business. Oppure, se il denaro contante scarseggia, un'impagabile occasione per mettersi in mostra e, magari, guadagnarci comunque qualcosa. Sarà per questo che nelle settimane scorse il nome di Tacopina è spuntato più volte nel mazzo dei possibili (ma a volte improbabili) acquirenti della Roma. E adesso che quell'affare sembra sfumato, l'avvocato fa rotta su Bologna, dove la squadra locale ha appena riconquistato la serie A. Ma dietro la misteriosa cordata americana che punta sul club rossoblu fa capolino una traccia che porta al più spericolato dei finanzieri cattolici, il giovane Raffaello Follieri. Un enfant prodige che di sicuro non ha perso tempo: è sbarcato da Foggia a New York, ha creato un colosso immobiliare, si è fidanzato con l'attrice più carina di Hollywood, ha fatto amicizia con i Clinton ed è passato indenne da una raffica di scandali. Il tutto a meno di trent'anni.

Joe Tacopina

Joe Tacopina (foto presa dal sito lecca culo www.forza-roMa-rione.com)

L'offerta per il neopromosso Bologna, messo in vendita dal patron Alberto Cazzola, arriva da una sigla misteriosa: Tag Partners. Gli acquirenti hanno mandato in avanscoperta i consulenti della Inner Circle, una banca d'affari statunitense specializzata in operazioni sportive. Sono gli stessi che un paio di anni fa hanno gestito la vendita del Liverpool ai due finanzieri Malcolm Glazer e Paul Gillette. In Italia però si sono fatti notare per la prima volta a febbraio. Erano quelli di Inner Circle, guidati dal numero uno Steven Horowitz, a condurre le danze dei compratori attorno alla Roma della famiglia Sensi. Nella capitale si era dapprima fatto avanti Follieri.


Ma gli advisor dei Sensi, visto e considerato il movimentato curriculum del finanziere, ne hanno subito respinto le avances. A questo punto, siamo ormai a marzo, è spuntato dal nulla Tacopina, che non si è molto curato della riservatezza. Anzi, ha sbandierato ai quattro venti il suo interesse. Solo che da quelle parti incrociava un altro pretendente con credenziali ben più solide. Nientemeno che George Soros.

venerdì, 06 giugno 2008
Piccoli purci che sartelleno
dà n'occhio a n'antro e che
se annideno spaparanzannose
in faccia ar sole e ar vento...
...facennose assetto basso...
buttannose n'cicloni...pennellati
de grigi pieni...e de elicoidali
tratti oscuri...che se mescolano
a vapori densi che fanno muro...
a parete...curva de botte...
dò se n'travede cielo azuro
aperto...ar di fòri dò viè
tutto attratto e facile sò
preda bonacce dò foje n'balia
der tempo ...imperversanno...
dar niente...

niente che dè...flusso dò
artre purci zompetteno pe
piàsse pezzetto de ramo...
pe daje trasporto...
...cor loro sacchetto...
de artro vòto de niente...
ma che se la sudeno pe
portanne artre verso er già
de suo vortice...che potente...
...ogniquant'artra cosa...
nun pò facce....niente...

che esse trascinata verso
er centro...pe alimentà corenti
fatte dà frammenti...de georgiche
...monnezze
che da sole nun vargheno...
...niente....e che sò fatte
pe distrae n'attimo er
viandante....ma che...
...tutte n'sieme ponno solo
che formà discariche de bocche...
e che puzzeno e spargheno...
pe aria er loro tanfo...
bbono pe esse fogna de
vortice...e che dopo ricircolo
và buttatto e dò mejo posto po...
esse...pe st'ammucchio de purci
che spereno da prenne er posto
de quell'artre ar sole e ar vento
e che  se aritroveno n'vece...
in un ber gorgo d'acqua...
scatenato da tirata de corda
che spezzata va a finì
....ner Cesso.

ahia ahia zia pina mò se sò
accorti pure l'artri der giochetto
de mano n'borzetta e de mucchio
de foji messi n'berta.




l’Unità 31.5.08
«Bella ciao» ora ha la sua Festa

Dal 20 al 22 giugno la prima festa nazionale dell’Anpi. In nome dei fratelli Cervi

di Nedo Canetti

l’Unità 31.5.08

È LA PRIMA Festa nazionale dell’Anpi (Associazione nazionale partigiani). Si svolgerà nel Parco del Museo Cervi di Gattatico (Reggio Emilia) dal 20 al 22 giugno, sotto l’alto patronato del Presidente della Repubblica. Lo ha annunciato il senatore Armando Cossutta del direttivo nazionale dell’Anpi insieme a Raimondo Ricci, vice presidente vicario. «L’attualità dei valori della Resistenza e della Costituzione - ha sottolineato Cossutta - che hanno assicurato al Paese pace e democrazia per sessant’anni, sarà il filo conduttore della manifestazione, nel corso della quale saranno organizzati quattro laboratori storico- culturali, ai quali parteciperanno studiosi, intellettuali, scrittori, dirigenti politici».
La Festa è stata concepita e organizzata da un gruppo di giovani, iscritti all’Anpi quando l’Associazione, con la modifica dello Statuto, ha aperte le porte anche a chi non ha partecipato direttamente alla Resistenza. La scelta della località nasce dal forte significato simbolico che la terra dei Cervi ed il Museo lì sorto in loro ricordo, hanno rivestito per l’intero movimento resistenziale e per le generazioni successive. È stata, per prima, Maria Cervi, figlia di una del sette fratelli martiri, purtroppo deceduta lo scorso anno, a credere in questo progetto. Con lei hanno inizialmente lavorato questi giovani, che poi hanno portato al traguardo l’ idea, scaturita durante i lavori del 14° Congresso dell’Anpi di Chianciano.
Sarà vera Festa. Non solo convegni, dibattiti e laboratori di studio, sono in programma, infatti, ma anche eventi musicali, ludici, culturali. L’iniziativa, illustrata da Alessandro Frignoli, responsabile della Festa e dalla direttrice del museo e sindaco di Gattatico, Cantoni, sta riscuotendo, in tutto il Paese, larghe adesioni. Da Ciampi a Veltroni, da Epifani a Finocchiaro, da Ingrao a don Ciotti, da Errani a Marazzo, a Vendola, a Soru, da Marina Sereni a Diliberto a Rodotà a Zavoli, da Carla Fracci a Scarpati,al Presidente emerito della Corte Costituzionale, Giuliano Vassalli, presente alla conferenza stampa, sono centinaia le personalità della politica, della cultura (forte l’impegno anche organizzativo dell’Arci), dello spettacolo, del mondo sindacale che hanno già fatto pervenire l’adesione. Alcuni saranno presenti alla Festa. «Mi auguro che i giovani - è il messaggio di Margherita Hack - ritrovino l’entusiasmo per i grandi ideali di solidarietà che hanno animati i giovani di 60 anni fa».
L’iniziativa si colloca in un momento particolare della situazione dell’Italia, nel quale rigurgiti fascisti si stanno materializzando in diverse parte del Paese. «I valori di libertà e giustizia - ha insistito Cossutta - che sono alla base della Costituzione antifascista, sono attualissimi in un momento in cui tendono a prevalere il qualunquismo e l’antipolitica, che aprono la strada agli attacchi alla Resistenza, agli atti di intimidazione razzista e fascista, da Verona a Roma, che chiedono una riconciliazione senza verità, equiparando il torto degli sconfitti alle ragioni dei vincitori». «La festa - ha concluso - vuole anche essere un chiaro no al revisionismo culturale e storico».


Italiana, ha la pelle nera, ride con la figlia.
Insultata e minacciata nel centro di Roma

L’ultima aggressione ieri mattina in pieno centro a Roma. Per la terza volta in quindici giorni si è sentita dire frasi come «Sporca negra, che c… vuoi?», «C’avete rotto, tornatevene al vostro Paese». E lei, Annaz, 48 anni, passaporto delle Isole Mauritius ma cittadina italiana, sposata da venticinque anni con un calabrese, due figlie, da sempre impegnata socialmente nella capitale, ieri ha cercato di rispondere. Poi quando uno di quei tre uomini che l’avevano insultata, le si è avvicinato come nel tentativo di darle una testata, ha avuto paura. E sconforto per quelle persone affacciate ai balconi che non dicevano nulla. Anzi ridevano.
«Non so cosa sta succedendo - ci racconta - Temo per le mie figlie. Saranno sempre straniere perché la pelle è quella che parla. Non importa se sei nato qui, se ti sei sempre comportato bene. Dobbiamo scriverci sulla faccia che siamo cittadini italiani?».
Storie di quotidiani soprusi a sfondo razzista. Che colpiscono anche chi come Annaz fa volontariato ad anziani e disabili, la domenica distribuisce i pasti ai senzatetto e non ha mai avuto problemi con la legge. Solo per il colore della pelle, com’è accaduto a Roma per tre volte in quindici giorni. Ieri l’ultimo episodio. Annaz passeggia per le vie del centro con sua figlia. Ridono e scherzano. Tra le due vola qualche sfottò. È a quel punto che si fanno avanti tre uomini. «Che c… hai detto? Guarda che questa non è casa tua. Vedi di tornartene al tuo paese» gli fa uno. Inutile il tentativo di spiegare. L’uomo le si avvicina come per darle una testata. Dai balconi alcuni residenti ridono. Annaz e sua figlia scappano e ora lei non fa che ripetere: «Che futuro avranno i miei figli? Saranno sempre stranieri».



mercoledì, 21 maggio 2008
Compranno ar negozio un
paro de scarpini nòvi...er ciabbattino
te lassa n'settimino do ce se poseno
uno sopra l'artro e tutti...
..n'fila quelli vecchi...
ordinati cò precise l'etichette
le date..e lì lacci...annodati

...dice pe dà memoria...
ar tempo giusto de rimessa...

...che de certo n'confronto a quelli...
allucidati sò sandaletti essenno ...

Scarpini che hanno rifilato...
...belli carci...
de struscio de collo e d'effetto...
e dò ce sò arimasti n'pressi...
graffi e bozzi...quanno a vorte
...de impeto
sò ammollati de punta...e che
trasformeno n'tiro da ciavatta
n'quello de gran classe se
je segna all'urtimo quarto de
seconno...infilannose
all'angoletto...

ma lì scarpini nòvi ...
dice er ciabbattino ...
...ciànno più valore...e che de
sicuro ponno diventà...
n'antra stoffa è pe questo je
li se...rigala quell'artri...
e facennote...
er favore da nun buttalli ner
secchio...levannote er peso...
da fà du passi...
...n'der sotto ce cambia...
etichetta...mettennoce la storia...
che tànno fatto ...pe ridusse a
n'vecchiato sandalo de vino sciorto...

...dice lui che pò fà aceto...


je mette sistemata e riempienno
nà bottega vòta...n'vetrina
antiquaria...
se la chiude quanno je pare
...sperciarmente se quarcuno
scopre che è diventata nà
mostra...de refurtiva.


E pe questo che nun se butteno...
lì scarpini...
e se rimetteno pure se sò
diventati vecchi...essennoce
più gusto a sfonnà mejo la porta....
ormai specchio de nà rete
fatta più vorte a stracci.




L'utopia è come l'orizzonte: cammino
due passi e si allontana di due passi.
Cammino dieci passi e si allontana di dieci passi.
E allora a cosa serve l'utopia ?
A questo: serve per continuare a camminare.
(E. Galeano)



DROGA/ TRA 19 ARRESTATI A MILANO TRAFFICANTI E MILITANTI ISLAMICI
Digos sospetta possibile finanziamento per finalità terroristiche


Milano, 20 mag. (Apcom) - "I precetti della nostra religione lo vietano ma noi abbiamo una finalità più grande". C'è anche questa frase nelle intercettazioni dei dialoghi tra alcuni tunisini già coinvolti (e condannati) in indagini sul terrorismo internazionale e alcuni loro connazionali attivi nel traffico di eroina. Il sospetto degli investigatori della divisione antiterrorismo della Digos di Milano, che questa mattina ha eseguito 19 delle 23 ordinanze di custodia cautelare in carcere stroncando l'intera organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di stupefacenti, è che g