martedì, 12 febbraio 2008
Visto che stamo n'tema de sciorta
apro la porta che sento puzza...

De gente che vòle sentisse Mejo
e nun sa' niente ......
e te copia la mente

De gente che da' giudizio ...
e te vòle sopraffa' solo pe
mettese sur Tavolo a Magnà

De gente che pe fasse bella
e Democratica sfònna
la "squadra" der Core pe fa'
vede' che e' Superiore....
e pe chiede spiccio ar Padrone

De gente che se Specchia
davanti a na' finestra pe nun
vede' lo' sfònno de na' Citta'
Aperta tanto nun je n'teressa se
dar barcone....già cè
n'Cinghiale che s'affaccia.

De Gente che mette avanti
li' Fatti Personali e se chiude
ner recinto der proprio Portone perche'
da chiamà pe nome n'assassino
nun jaregge pe gnente er PormoNE

De Gente che critica pure chi
là difenne pe nun esse coperta
all'ombra de n'anonimato
de nà luce che se diffònne
e che je se potrebbe levà er primato

De gente contro pe forza
che alimenta l'idea de n'ottuso
e de n'ìdiota pe avecce er seguito
de pecore cò la Garota

DE gente sotto...co' la capoccia
sempre Bassa...che se copre occhi
bocca e recchie e er naso se tappa
pe nun vede' a chi zozzo a pìato parte...

E de queste ce ne so' pure Troppe ....
...ma se proprio voi...
sapello der giudizio de chi se fa' bello
ME NE FREGO e do' giu' de mattarello ...
e der tuo CENTO...MILLE POSTcino
me ce apro na' FattoRia cor Catino
e de Bestie co la faccia da Porco
cò le catene dentro ar Cesso
...perchè io nun accetto che a
n'balordo scemo je
permesso de fà tutto!


Era er rifornimento de
latte...azz che analisi
der probblema...
abbituate a mettete er parucchino
che de scarpi giusto de quelli..
pòi piatte che...
...nun tutti sò come quer cretino



La storia del capitalismo è la storia della pirateria organizzata da pochi che si appropriano del lavoro di molti.


Operazione Gladio | BBC 1992

 


Non Facciamo politica der resto è solo Calcio


...o de quello che resta

"Un nome che ad ogni tifoso romanista non più giovanissimo fa ricordare una data importante: 12 settembre 1982, la prima giornata di un campionato trionfale che alla fine vedrà gli atleti giallorossi fregiarsi dello scudetto dopo 41 anni e Antonello Venditti ammaliare una marea umana al Circo Massimo. Quella domenica pomeriggio, al Sant’Elia di Cagliari, il primo gol della vittoria per 3-1 viene siglato da un riccioluto giovanotto veronese, Paolo Alberto appunto. Un incontro con la Storia già sfiorato un paio d’anni prima, quando la sua prima rete in assoluto stava per dare con 24 mesi d’anticipo la gioia tricolore alla sponda del Tevere dal cuore testaccino: Roma-Fiorentina, con i viola di Picchio De Sisti che pareggiando 1-1 (rete di Bertoni) di fatto consegnarono l’ennesimo titolo a Madama Juventus. Lo abbiamo incontrato insieme al consigliere comunale Alessandro Cochi alla presentazione del libro "Sport: cultura in movimento.Problemi e prospettive a Roma".Venticinque anni dopo Faccini è ancora a Roma, ormai figlio adottivo della Capitale dove svolge la sua attività di procuratore sportivo, ma con un lodevole impegno anche nella natìa terra scaligera: «Qui a Roma - oltre all’attività di agente - sono impegnato nella gestione di una scuola calcio insieme al mio amico Roberto Pruzzo, nell’impianto della Ferratella in XII Municipio. Ma da tempo, con un gruppo di vecchi amici di Verona, abbiamo puntato molto su una scommessa ben più difficile: nel 1994 è nata la ‘Comunità Solidarista Popoli Onlus’. Il Deus ex machina di questo nostro progetto è Franco Nerozzi, al quale si deve l’impulso iniziale».
Qual è la vostra battaglia attuale, quella più sentita? «Sicuramente quella in favore dell’etnìa Karen, una popolazione birmana di origine tibetana, fortemente repressa e perseguitata dal regime di Rangoon, in quella che è l’emergenza recentemente sollevata dai media di tutto il mondo».
Cosa state facendo per loro? «Insieme ad altre realtà non governative stiamo cercando di fornire loro lo stretto necessario in termini di assistenza medica. Purtroppo operiamo in semiclandestinità, in quanto il regime locale osteggia fortemente la nostra opera. Abbiamo una base operativa a Bangkok, dove acquistiamo i medicinali che, grazie ai medici di Popoli, Roberto Maggi e Rodolfo Turano, facciamo giungere fino a loro. Ma non è facile: ogni volta si deve entrare in Birmania sperando di non subìre conseguenze pesanti».
Sulla iniziativa per niente facile e di alto spessore umanitario, e che dimostra come diversi ex giocatori siano spesso impegnati socialmente senza troppa pubblicità e clamori vari, è interveuto anche il nostro presidente nazionale Claudio Barbaro, membro della Giunta nazionale del Coni, presieduta da Gianni Petrucci, che porterà l' associazione a conoscenza del Forum delle Onlus del Terzo Settore.(ndr o Terza Posizione)

Un po' di documentazione per conoscere meglio gli ibridi Terzaposizionisti di Popoli
nè Destra nè Sinistra ma sempre lì soliti  Fascisti
Specializzati in colpi di Stato



Ahmad Shah Massoud

Di tanto in tanto, nel corso della storia, le radici invisibili della Sacra Pianta della Tradizione alimentano frutti straordinari, destinati, per la loro rigogliosa pienezza, a nutrire perpetuamente gli spiriti affamati di luce. A volte sono uomini di filosofia, artisti, letterati, figure religiose e politiche, individui generosi che donano più di quanto abbiano ricevuto, personalità che trascinano con carismatica attrazione moltitudini di anime verso destini grandiosi. A volte sono guerrieri. Come quello che incontrai più volte nel paese degli Ariani, alte montagne e sconfinati deserti tra Persia, Cina, Russia e subcontinente indiano: l'Afghanistan.

 
giovedì, 13 dicembre 2007
Tante vorte me chiedo
se la Passione mia....
avrebbe fatto Comunella
co' l'Idiozia de na' Guera
Ce penso e dico che
la Bomba l'Avrei Sganciata,
appannato com'ero dalla Fede
nella Gentes der Paese
....Mio
Della Ragione che era
solo dalla parta Mia
.....er Potere se n'Trufola
ner Credo Puro
e nella Bona Fede ....
La Voja de esse ar Servizio
der Popolo nun te Fa' accorge
che er Grilletto lo Spigni
per Potente pe faje fa' La Barca
e nun je frega ...tanto Lui
lì Morti nun lì Vede e se sente Pulito
come er Sedere doppo er ClisTiere 
Quer Bottone nun lò Spinto...pe Sbajo
mà la Porvere della Barca
lò Respirata e Puzzava ....
de Busta Gialla

...Le Bombe te Azzereno er Pensiero
La Parola te fa' cresce la SPeranza
ner sentiero de Pace







Oxus la borsa che fa strage



Ultrà tra tifo e violenza

La violenza negli stadi da parte di alcuni gruppi di tifosi Ultrà rappresenta un'emergenza sotto il punto di vista sociologico, criminologico e politico. Si è tentato di affrontare il fenomeno attraverso sia l'approccio storico, l'analisi comportamentale che elaborando i dati statistici. Ne è emerso che, negli ultimi anni, questa forma di violenza si è modificata trasformandosi da ostilità tra opposte tifoserie in tentativi "unitari" di confronto diretto con le Forze dell'Ordine.

L'uranio impoverito
e bambini?..colpa dei Sardi.
...farà un'ottima carriera Generale!
viva l'itaglia


«L'Italia è un corpo stupendo, ma dovunque lo tocchi o lo guardi, vedi, attorcigliate, le spire viscide e nere di un serpente, l'altra Italia. Come si può fare l'amore con un corpo tutto avvolto da un serpente? Così comincia la castità»

Pasolini nell'intervista con Alberto Arbasino nel 1971

Introduzione


Fenomeno esteso che non conosce limiti territoriali. Questa è la definizione che meglio delle altre risponde alla percezione che l'opinione pubblica ha dellaviolenza negli stadi.Gli impianti sportivi sono, nell'accezione comune, ormai diventati un territorio franco ove gruppi di persone più o meno organizzate ritengono di poter compiere atti di violenza gratuita (senza timore di dover pagare eccessive conseguenze). Si tratta di atti che vengono avvertiti come finalizzati a ribadire un senso di forza e dominio sia nei confronti degli altri tifosi sia di quanti cercano di mantenere l'evento agonistico nell'ambito della normalità.
Le modalità con cui questa violenza (sia essa fisica che psicologica) si manifesta induce a questo punto a ritenere ogni partita, sostenuta da un elevato numero di tifosi, un evento ad alto rischio d'incidenti. Tali episodi non sono generalmente prevedibili e rischiano, tra l'altro, di innescare reazioni a catena di rapidissima evoluzione, non sempre controllabili dall'apparato di sicurezza predisposto all'interno e fuori dagli stadi.
Constatato che i comportamenti violenti dei tifosi sono, almeno per la realtà italiana, quasi sempre ascrivibili ai gruppi Ultrà, si ritiene opportuno approfondirne l'analisi dal punto di vista storico, socio- psicologico, politico e statistico.



Analisi storica

Il movimento Ultrà in Italia nasce come diretta emanazione di due realtà sociali sorte alla fine degli anni sessanta: "l'hooliganismo anglosassone" e "il movimento della contestazione giovanile".
L'hooliganismo (1) è stato in passato erroneamente utilizzato come "sinonimo del movimento Ultrà"; in realtà i due fenomeni, pur presentando indicative analogie, si differenziano notevolmente sia sul piano culturale che organizzativo ed operativo.
Nel Regno Unito la passione per il calcio ha sin dagli albori coinvolto quasi esclusivamente persone della "working class". Numerose squadre inglesi sono nate per iniziative della classe operaia (2) , gli impianti sportivi sono realizzati vicino alle fabbriche o nei quartieri popolari e sovente l'architettura degli stadi ricorda quella dei grandi insediamenti industriali britannici.
Questo legame tra "squadra/tifosi/classe sociale" si è mantenuto e rafforzato nel tempo ed ha generato, nei settori che maggiormente subivano il disagio e l'emarginazione sociale, il fenomeno degli Hooligans. Costoro riprendevano anche nell'atteggiamento tutti gli elementi più rudi della "working class" e dimostravano di agire sulla base di principi xenofobi orientati alla difesa del territorio con la realizzazione di atti vandalici (con il chiaro intento di mettere in crisi l'autorità costituita).
Gli Hooligans adottano, quindi, un modello sociologico basato sullo "Stile Maschio Violento", che ben risponde all'esaltazione del credo "Blood, sweat e beer" (Sangue, sudore e birra).
Le regole all'interno di questi gruppi di tifosi sono poche e scarsamente elaborate:
• è esclusa la partecipazione di figure femminili;
• le aggregazioni avvengono esclusivamente per dare vita a cori (che esaltano la determinazione e la forza del gruppo) e per organizzare spedizioni punitive nei confronti dei tifosi avversari;


• non è necessario disporre di un'organizzazione strutturata gerarchicamente e, conseguentemente, l'impegno dei militanti nel corso della settimana che precede l'incontro è di fatto nullo;
• i simboli utilizzati (spesso look neonazisti arricchiti sostenuti da allegorie xenofobe) non esprimono in realtà un'appartenenza politica, ma hanno come unica finalità la funzione di innalzare il livello di paura tra i tifosi avversari;
• tra i nemici sono inclusi, oltre ai sostenitori di altre squadre concorrenti, appartenenti alle Forze di Polizia e i gruppi giovanili culturalmente lontani dal mondo del calcio (punk, ecc.).
Sotto il profilo della "sicurezza sociale", il grado massimo di pericolosità gli Hooligans lo raggiungono durante le trasferte (sia nel Regno Unito che all'estero) quando, nelle fasi immediatamente precedenti e successive all'incontro, si abbandonano a saccheggi, devastazioni e assalti anche con l'uso di armi bianche (agevolati in questa performance dall'abbondante uso d'alcolici).

postato da: SpawN72 alle ore 17:39 | Permalink | commenti (4)
categoria:ar mitrajere, porvere ar foro, er burattinaio, ar mozzarecchia, er pasquino, er bottegaro, du zanzare, er burdogghe scemo
lunedì, 26 novembre 2007
Lo spione grosso de stazza ...
e cor difetto dell'invidia...
e nun potenno fà artro nella
vita che fortuna...
ner mestiere der Giuda...
nun essenno portato ..
ne l'arzasse presto la matina...

e questo purtroppo ce
lò sanno pure lì muri e...
Le Stazioni...e lì verbali ...
che sò archiviati...nelli armadi
delle vergogne
permettenoje a questo
n'bon vitalizio...

n'fatti nun è stato manco
mai apprezzato dallo stesso suo
giro...e che se tengheno bbene
a largo...
...avenno questi scontato li danni fatti
pure da sto tizio che pe affari propri
ta mischiato la rivoluzione cò
artri sistemi..poco puliti
..n'fatti....

da rigazzino avenno
la passione der futballe..de gran balle
..pe avvicinasse...
ar campione ...e nun avenno artro
modo de fasse largo cor
bastone... se n'contrava n'antro
più mardestro ...e ce vole poco...
e più grosso de lui...pe levasselo
de mezzo...
..annava  mettenno la
purcetta nell'orecchio e a fà
bardracca pe...n'famallo e facenno da
spione ...
puro pe parasse er culo...de quarche
sua malefatta ...
e aricchennola de particolari...
e de situazioni che manco chi
l'avrebbe fatta se sarebbe
aricordata ...de stò servizio...
e se nun c'era trippa pe gatti....
pe mancanza de prova...allora se n'ventava
nà mandrakata ...
istiganno ar delitto pe n'fatto
de còre e d'onore e izzanno quarche
suo esartato che m'bambolato ...
...je và dietro ...e
così rimanenno co la mano
pulita ma essenno stato
er mandante de nà porcata
da INFAME...

Crescenno mica tè cambiato
e avenno er  modo de spià
nella rete e d'amplificà
er  venticello..
...cò l'aiuto de dù zanzare raggioniere
e de n'rinocchio canzoniere...
tè rimasto n'Fascio senza palle ...
delatore
truffatore... e spione e INFAME

ora pro nobis

come se chiamerà stò gorilla?..MaRcIo

26/11/2007 07:33

Droga,arresti
e perquisizioni a Cosenza


7.33 Arresti e perquisizioni sono in corso nella piana di Sibari ad opera dei carabinieri del Comando provinciale di Cosenza per detenzione e spaccio di stupefacenti. In particolare, i militari, con la collaborazione anche dei carabinieri del Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, stanno eseguendo 13 misure cautelari (di cui 5 arresti e 8 ordinanze di obobbligo di presentazione alla Polizia giudiziaria), e 27 perquisizioni domiciliari nei confronti di presunti affiliati alle 'ndrine locali.

Zzzzzzz







"libertà" su Internet

Nella convinzione di non poter mai controllare un sistema per sua stessa natura incontrollabile, la Commissione nazionale dell'informatica e delle libertà (CNIL) ha scelto di fare opera di educazione e prevenzione per quanto riguarda Internet. Sul sito della CNIL (www.cnil.fr) l'internauta viene doverosamente informato del fatto che "l'anonimato non costituisce la regola su Internet, e ancora meno lo è l'assenza di tracce". A titolo dimostrativo, la Commissione spiega che il solo fatto di consultare il suo sito - come qualsiasi altro sito disponibile sulla Rete - consente di raccogliere informazioni all'insaputa della persona che lo visita, di analizzarne le aree di interesse e di definire un profilo delle abitudini di consumo.
Gli archivi di controllo permettono inoltre di "pedinare" gli internauti registrando ciascuna transazione e ciascun movimento del loro PC durante la navigazione su un determinato sito. Essi permettono all'amministratore di un server di conoscere con precisione i carichi del sistema al fine di ottimizzarne il funzionamento: quando è più richiesto il contributo del server? Quali archivi sono i più visitati? "Uno strumento del genere può essere utilizzato anche per scopi non puramente tecnici, sottolinea la CNIL prima di rivolgersi direttamente agli internauti. Tutto ciò che fate può essere memorizzato e ricostruito man mano che passate da una sessione all'altra sul server. Queste informazioni vi descrivono, sia nella vita privata sia in quella professionale, a seconda che utilizziate Internet da casa oppure nell'ambito delle vostre attività professionali. Possono essere scambiate, confrontate, interconnesse".
Di fatto, la dimostrazione fornita dalla CNIL prova che vengono memorizzati data e ora della connessione al sito della Commissione, nonché il contenuto delle singole pagine ed il tempo dedicato a ciascuna di esse.





La miscela esplosiva
che incendia il cavaliere
di EUGENIO SCALFARI



L'ACCUSA che da sempre e ora più che mai viene lanciata contro Silvio Berlusconi è di essere populista. Non dico che non corrisponda a verità, ma dico che è soltanto una parte della verità anche perché c'è populismo e populismo. Mazzini - in ben altro modo - era un populista. Anche Garibaldi. Anche Bakunin. Ma a nessuno verrebbe in mente di paragonare Berlusconi a queste figure del passato.

Per meglio definire il signore di Arcore è preferibile rifarsi a due grandi poeti romaneschi, Belli e Trilussa. Il primo, nel sonetto sull'"Editto" esordisce: "Io sò io, e vvoi nun zete un cazzo / sori vassalli bbuggiaroni, e zzitto". L'altro, ne "L'incontro de li sovrani" pone una domanda e dà una risposta del re: "E er popolo? Se gratta. E er resto? Va da sé".
postato da: SpawN72 alle ore 16:35 | Permalink | commenti
categoria:co sto popolo, er gioco der porco, er cane nero, ar mozzarecchia, linfamita, du zanzare, ora pro nobis, er gorilla spione
giovedì, 11 ottobre 2007

Visto che qui me pare da fa la naja,
dò c'è er Nonno la Spina e la Noia.

Cara foja te vojo di nà cosa,
de come gira er Monno.

Er Monno è come er Foco, c'è la Brace
e c'è la Fiamma.
La Brace è bella, calla e costante,
bbona pe scallà e pe coce le Sarcicce!
La Fiamma è Matta e quanno je butti
sù l'acqua, prima de Morì se Arsa
e te pò pure brucià,
come no Schiaffo n'faccia!
Quello che te vojo dì è
che è inutile continuà a
parlà de totti,
de Rossi e de mansini,
se qui te st'hanno a levà
puro lì pedalini,
pe vedette nà rovesciata
der campione, se poi devi pagalla
cara, pe subbitte er Programma solo
n'televisione.

Come la tera se compra co lì sordi,
anche se in realtà
se conquista cor cannone,
stò pezzetto de libertà,
te, comprala cò le chiacchiere,
io me la pìo cor l'arma
dell'idee, der pensiero,
che scanneno più der cortello!

Come dici tu, che sei Romanista,
anche se io prima dico che sò Romano!
Nun me fà come er Burino quanno
je toccano l'orto, essi aperto!

Adesso nun te dico scusa
per l'intervento, perchè
a me de leccà manco c'è penso!


...nun se move foja che .......Puparo nun voja




Mafia: sequestrati 5 cavalli purosangue al clan Santapaola

Uno fu anche montato da Frankie Dettori, estraneo a inchiesta

(ANSA) - CATANIA, 11 OTT - Il clan Santapaola, direttamente o per interposta persona, comprava cavalli e partecipava a concorsi ippici nazionali. Emerge da un'operazione della Dia di Catania che ha portato al sequestro di 5 cavalli tra Roma e la Sicilia, alcuni purosangue. L'inchiesta riguarda presunti mafiosi accusati di estorsioni e di traffico di droga. Tra i cavalli, anche Mister Personal, vincitore di diverse gare cavalcato anche da 'Frankie' Dettori, completamente estraneo all'inchiesta.


IL COL. ETTORE MUSCO E LA A.L.I.

Tra le organizzazioni anticomuniste presenti a livello nazionale, Angleton segnalò l'importanza della Ail (Armata italiana della libertà...stò nome nun mè novo) il cui responsabile di facciata era il col.Musco (che diventerà il primo capo del Sifar voluto da Pacciardi) ma i veri capi, secondo un rapporto del solito Frank Gigliotti, erano il generale Sorice, ministro della guerra di Badoglio e il maresciallo Giovanni Messe, fascista.

Il solito Frank Gigliotti nel luglio 1947 segnala al responsabile per gli affari europei del Dipartimento di stato Walter Dowling quale sia lo scopo della Ail affermando: "Ci sono in Italia cinquanta generali che si stanno organizzando per un colpo di stato. Sono tutti anticomunisti e sono pronti a tutto".





LA P3 DEL PALLONE

pubblicato su l'Unità del 14 maggio 2006

[...]Se il Licio della P3(Moggi) pallonara li gratificava(Magistrati) disprezzandoli prima, lo farà a maggior ragione oggi. Ma è proprio questo il punto: il tentativo è quello di serrare le fila, specie in pubblico, nel processo mediatico. L’industria del giocattolo non teme oggi il fango nel pallone, che ben conosceva, ma piuttosto che gli portino via il giocattolo, che finisca in altre mani. Le mani dei questuanti in attesa, dei viceMoggi che oggi dicono “ripuliamo il calcio”ma firmerebbero tacitamente per stare domani al posto di Licio. Del Licio di due settimane fa, certo, possibilmente evitando gli stessi strascichi…Sembra una visione fosca. E’ esattamente il contrario. E’ realistica, se si guarda a come siamo ridotti oggi nell’Italia che ha rimosso la Tangentopoli originale e l’ha “richiamata” onomasticamente sul proprio computer mediatico solo per definire le imprese di Moggi. E’ realistica, perché per un Carraro che dice pubblicamente “sono sereno, sono stato indagato spesso, ma non mi hanno trovato nulla” (confrontare parole e tono con quelle delle intercettazioni) e un De Santis cancellato dai Mondiali che si doleva del “massacro dei giornali” nei suoi confronti, non parlano solo le telefonate, ma un passato che non passa, di storie brutte per l’arbitro e paludose per il dirigente di tutto. Diceva bene ieri qui Antonio Padellaro: la catarsi di Moggiopoli e i Mondiali di dopodomani sono una grande occasione per tutti, a partire dal nuovo governo. Ma attenzione a non sbagliare mosse: il calcio è una vetrina e un amplificatore, un propellente inarrivabile di immagine e una spada di Damocle morale ed umorale (oltre che penale), nel Paese senza ritegno dei Moggi, della stampa alla Moggi e delle foto dei feti sui giornali…Della palude senza il caimano, ma con i caimani.[...]


Il sito Dagospia ha pubblicato un piccolo quanto interessantissimo estratto del libro-intervista “Licio Gelli - Parola di Venerabile” nel quale il giornalista Sandro Neri pone una miriade di domande al gran maestro della P2. Nelle 250 pagine Gelli parla della sua vita, del grandissimo potere della sua loggia massonica e delle persone che ne fecero parte.

Vi proponiamo di seguito alcuni estratti del libro:
mercoledì, 10 ottobre 2007

Giri che te ariggiri e..

ogni vorta trovi ...
...n'Tale..
che te chiede appena che te
vede.....se lò fai pe lò scalo
o pe lo sporco denaro...

nun c'è mai chi te ciocca
solo....la passione....
pe la ricerca de nà Giustizia...

..che pure quella nun c'e'
modo de vede...


..e ner Pensà n'opinione..
..senza che...
quarcuno te ce mette n'gettone...

..allora er dubbio te pìa
e nun sai se quell'artro
che se fà tanto scafato
sù stà argomento...nun fosse...
antro...ce mancherebbe puro...
e mettenno la mano a dù parmi dar...
...Core...
..cioè... ciai come l'impressione..
...è n'pensiero che esce fora
da solo e senza manco 
tanto mezzo sforzo... 
che forse... quell'artro..
a già pìato la piggione...
e mò stà solo appizzato
ner soggiorno...
sbaraccato...controllanno
bbene pe pìa solo n'formazione
der prossimo n'quilino..

..pe paura che  n'mbocchi, senza
chiede...

..e come n'bon Padre confessore
dopo avette ascortato..pia
er bijetto dell'affitto...
e te blocca er portone!

...ner corso de tutto stò balocco ...
giri e che te ariggiri e te trovi
sempre chi te vò fà micco ..
e drento stà fattoria de Bestie..
..nun sai più chi
è er Porco...che te aregge er tutto.

Compagneros





10/10/2007 13:06

Mafia, preso latitante sfuggito a blitz

13.06 E' durata meno di 24 ore la latitanza di Francesco Santapaola, 46 anni, arrestato dalla Dia e dalla Squadra Mobile di Catania. Il fratello del presunto boss Angelo, trovato carbonizzato lo scorso 30 settembre, e cugino del capomafia Benedetto, era riuscito a fuggire alla serie di arresti dell'operazione "Arcangelo" contro 32 presunti affiliati dei Santapaola, accusati di imporre il pizzo (il 2% sull'appalto) a imprenditori locali e di gestire un traffico di cocaina tra Napoli e la Sicilia.




 Er Giornale ..Libero...pe dì Stronzate!





Mafia e usura

Il business della mafia


L'usura in Italia non è riconducibile a un'area geografica particolare. Non è la riserva di nessuno. In una stessa zona possono esserci varie forme di strozzinaggio. L'antico sordido usuraio di quartiere, il cravattaro i cui antenati hanno riempito tante pagine dei grandi romanzi dell'Ottocento; un insospettabile professionista che ha scelto un investimento particolarmente lucroso affidando parte dei suoi risparmi a un usuraio, o che presta direttamente a conoscenti e colleghi di lavoro in cambio di solide garanzie; delinquenti, uomini di malaffare.
E la mafia? I mafiosi hanno sempre detto di non praticare l'usura, ma dietro questa petizione di principio si nasconde un'ipocrisia: gli "uomini d'onore" possono liberamente prestare a strozzo. L'organizzazione lo tollera. Di solito lo nascondono. Se ne vergognano un po'. Ma la praticano, eccome. In modo più ampio e diffuso di quanto si creda.
Naturalmente l'usura praticata dagli "uomini d'onore" non deve mai entrare in contrasto con gli affari della mafia. Gli usurai non vengono tollerati quando c'è questo pericolo. Non gli è consentito prendere tanto spazio da creare allarme sociale. E chi pratica l'usura, nelle zone ad alta densità mafiosa, non può illudersi che quei quattrini possano essere esenti dal pizzo.
Giovanni Brusca in Ho ucciso Giovanni Falcone, libro firmato da Saverio Lodato, racconta: "Sotto sotto" erano un bel po' gli "uomini d'onore" che praticavano l'usura". A un suo amico usuraio Brusca disse: "Smettila o ti ammazzo. Smise subito: ma dopo si lamentava dicendomi che gli dovevano dare ancora un sacco di soldi. Gli risposi: Ti scasso tutto, ti rompo le ossa. Se vuoi essere mio amico devi smetterla. Vuoi essere mio amico? Sì? Allora smettila. Io non ne voglio usurai con me. Capitava infatti - conclude Brusca - che qualche poveraccio veniva da noi a lamentarsi di qualche strozzino. Allora si interveniva e si diceva: Facciamogli una tagliata, il che voleva dire costringere l'usuraio ad accontentarsi della semplice restituzione del capitale".
La mafia non rinuncia mai a disciplinare gli affari e a contenere le tensioni sui propri territori. Impone sempre il rispetto delle regole. In numerosi procedimenti s'è accertato che anche i mafiosi che praticano usura pagano la cosca che controlla il territorio su cui l'usura s'è consumata. Disciplinatamente, come tutti gli altri imprenditori del quartiere o della zona. Ci sono poi gli usurai non mafiosi, titolari di una normale attività economica, commercianti che prestano a strozzo e pagano regolarmente il pizzo sulle proprie attività lecite. La mafia tende a considerarli "a protezione limitata".
Ci fu una rapina a un gioielliere di Palermo in un quartiere dove la cosiddetta protezione la pagavano tutti. Qualche giorno dopo - il gioielliere aveva protestato col suo protettore - una parte della refurtiva gli venne restituita. Una parte soltanto. L'altra, venne spiegato al commerciante-usuraio, faceva parte del prelievo della "famiglia" sui profitti d'usura non dichiarati.
postato da: SpawN72 alle ore 18:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:ar mozzarecchia, ce fai poco, er giornalaro, er devoto
venerdì, 05 ott