un barattolo senza coperchio,
una lattina aperta col cavatappi,
è facile tagliarsi inavvertitamente,
quando è fra cartacce e spazzatura.
La memoria è una stanza vuota, dicevano,
una stanza senza pareti,
con un soffitto di tegole scheggiate,
e travi pericolanti,
che lascia intravedere il sole,
come sotto le fronde,
di un secolare bosco
sommerso di neve e voci lontane.
La memoria è in solitudine,
cambia i colori del ricordo,
e li muta a seconda dell'avvicendarsi delle stagioni.
La memoria è un vestito sulla gruccia,
svuotato di scheletro e carne,
liofilizzato di vita e respiro.
Stracci fuori moda
strofinacci per il pavimento
poderosi rinnacci all'orlo.
La memoria è camaleonte,
che si dimentica il verde delle foglie.
La memoria, in teoria, abiterebbe nell'uomo
ma ha smarrito l'indirizzo
e la strada da percorrere.
X

NESSUNO, MA PROPRIO NESSUNO.
Come andò che chi manovrava la politica di uno stato fascista, si avete letto bene, fascista! Come andò che uccise? Come fu possibile spegnere due vite e fare finta che non fosse accaduto? Come fu possibile cambiare lo stato dei fatti e degli accadimenti, accusare chi aveva subito e coprire chi aveva offeso?
Fu possibile perché lo stato preferiva immolare i suoi figli ribelli,e coprire trame fasciste e servizi segreti, sacrificare le speranze di una generazione e poi dirgli che era il corso delle cose e che la storia la scrivono i potenti! I falsi! I vigliacchi! S’è mai vista una persona onesta animata da nobili ideali e spinta dall’altruismo rimanere sui libri di testo con nome e cognome. Certo non i loro libri di testo.Ci sono stagioni e nomi che rimangono per sempre nella tua memoria. L’unica morte che ci è dato comminare è quella dell’oblio. Lo sappiano coloro che tarmarono, noi siamo per la vita.
Due cognomi. Varalli e Zibecchi.
Che servano a non dimenticare che il nostro lavoro non finisce mai.
Che ci rendano forti quando le speranze sembrano esauste.
Varalli e Zibecchi.
Anche i giovani d’oggi ne facciano loro memoria.
Noi, che lo sappiano i potenti, non vi dimenticheremo.
Mai.
Ci sono giorni che passano indifferenti, ci sono cataste di soprusi che li accompagnano….
Nessuno, ma proprio nessuno, farà i conti con il passato e con le sue ombre?
Chi è stato, ci viene da chiedere.
Nessuno ma proprio nessuno. Da sempre in questo paese cosi profondamente fascista, si avete capito bene fascista, i colpevoli per una sorta di miracolosa trasformazione, travisano la loro identità, e trasmutano in nebbia, maleodorante nebbia che tutto avvolge, E diventano nessuno. Ma proprio nessuno.
Qualcuno. Prima o poi qualcuno ci dirà….
Bebo Storti
Milano

Giro le spalle.
Non vedo la pistola.
Il rumore dello sparo non si vede nelle foto, ma io l’ho sentito. L’ho riconosciuto. Ho pensato anche che non avrei sentito le grida, dopo. Sono lucido. Non penso di morire.
Non ora.
Dunque, uno sparo.
Non voglio questo proiettile nella testa.
Mi ucciderà.
Mi ha ucciso.
Voglio camminare libero. Posso farlo, ora?
http://www.pernondimenticare.net/default_news.htm

martedì 11 marzo 2008
di Michele Sgobio
Ciarrapico e lo sdoganamento fascista. ‘‘Responsabilità di Berlusconi e di certa sinistra che col revisionismo confonde chi si batte per la libertà e chi per l’oppressione’’.
Onorevole Rizzo, questa campagna elettorale si caratterizza per un’esplicita apologia di fascismo: la Santanché in tivù, Ciarrapico su un noto quotidiano si vantano d’essere fascisti
Tira una brutta aria! A questi episodi aggiungerei quello in cui Calderoli chiedeva di mettere i comunisti fuori legge. Stanno cancellando la storia. Vi è un tentativo revisionista che punta a falsificarla, a confondere le vittime con i carnefici, chi combatteva per la giustizia, l’eguaglianza e la libertà e chi, invece, era dalla parte della dittatura, dell’oppressione, del razzismo… Penso che questi rigurgiti fascisti siano frutto di questo clima, un clima favorito anche da alcuni atteggiamenti del centrosinistra e di una sinistra senza identità, debole, che vuole cancellare il Novecento. Purtroppo sono riusciti a penetrare il senso comune, a rendere le loro opinioni quelle dominanti. Oggi dobbiamo non solo condannare ma cercare di capire come ciò sia potuto avvenire e la sinistra deve assumersi le proprie responsabilità per ribaltare la situazione.
Rigurgiti fascisti, parole ed episodi, che sempre più spesso avvengono in violazione della Costituzione e della legge Mancino
Il fascismo va condannato non perché vi è una legge ma perché è la storia che lo condanna. Le leggi sono frutto dei rapporti di forza nelle società e il fascismo nella nostra società è stato il male. Alle giovani generazioni, però, dev’essere chiaro che il fascismo non è sbagliato perché lo dice una legge ma per quello che ha rappresentato e per gli orrori che ha prodotto. Una legge è poca roba, bisogna agire sul senso comune.

Certamente sì. Penso però che quella di Berlusconi sia stata più una strategia elettorale: gli servivano i voti dei fascisti e li ha presi “scongelando” di fatto un pacchetto di voti che sino ad allora, tranne che in rari casi (il governo Tambroni contro cui all’epoca insorsero i giovani italiani), non era mai stato utilizzato per appoggiare un governo. Ma a sdoganare i fascisti non è stato solo Berlusconi. Penso anche a Violante, alle sue dichiarazioni sui ragazzi di Salò… Anche a sinistra sono stati fatti errori gravissimi. Non sono indulgente con Berlusconi, lui fa il suo mestiere, sta da quella parte politica… Il problema sono quelli che stanno da questa parte che hanno concesso spazi, hanno accettato un pensiero revisionista, hanno fatto errori e ne continuano a fare.”
La destra politica considera l’antifascimo come un ammennicolo ideologico, il centrosinistra quasi se ne vergogna. Non parte anche da li la pacificazione col fascismo?
Credo di sì, però penso anche che il capitalismo moderno non abbia bisogno di fremiti ideologici ma di una situazione normalizzata. Gli scontri ideologici non servono al loro progetto. Vogliono pacificare semplicemente per “normalizzare”, narcotizzare la situazione. Credo che fra poco anche Storace e la Santanchè daranno fastidio perché l’obiettivo del capitalismo italiano è ridurre il sistema politico a due partiti, molto simili fra loro, che raccolgano il tifo di una e dell’altra parte che poi non cambiano nulla nella sostanza. Ci troveremo a vedere rappresentate due fazioni della stessa borghesia, con toni e accenti diversi ma uguali nella sostanza. La pacificazione serve anche a questo.
Recentemente a Roma sono stati arrestati alcuni ultrà che avevano preso parte al raid di Villa Ada e ad altri pestaggi. Sono esponenti di Forza nuova. Altri squadristi, quelli che l’onorevole Santanchè definisce “ragazzi coraggiosi”, sono responsabili di squadrismo ed appartengono a Casa Pound, uno spazio assegnatogli dal Comune di Roma. Come vede la politica dell’equidistanza condotta da Veltroni che lo ha portato anche ad assegnare spazi sociali dove s’esalta e si pratica violenza?
Fa parte di un’idea della politica che, diciamo, vuole raccogliere tutto. Fa parte di quella strategia revisionista e di pacificazione di cui abbiamo parlato prima. Un’altra concessione, un altro pezzo di terreno ceduto…
Devono preoccupare questi rigurgiti di squadrismo fascista?
Sono preoccupato dalle aggressioni ma sono anche preoccupato che questo neofascismo possa attrarre giovani proletari. Usano alcune parole d’ordine che appartenevano a noi, ai comunisti. Le lotte per la casa e per il lavoro per tutti gli hanno caratterizzati in questi anni e mi preoccupa il fatto che tanti possano esserne attratti, soprattutto perché questa gente invece che incolpare il capitale dei disastri sociali che stanno avvenendo in Italia riversa le colpe sugli immigrati, sui rom, sui più deboli. Vogliono la guerra fra poveri ed è in questo che sono funzionali al capitalismo. Solo costruendo un’identità forte riusciremo a contrastarli. Se gli unici ad avere un’identità forte sono i fascisti è molto probabile che un giovane non formato, in cerca di valori, si avvicini a quella falsa ideologia attratto da quello che dicono, senza sapere chi sono realmente. Noi avevamo un’identità rossa, forte… Purtoppo in questi anni si è sbiadita sempre più.”
Secondo lei cosa dovrebbe fare la Sinistra Arcobaleno per contrastare questa tendenza?
Dovrebbe essere totalmente alternativa ai due “partitoni”, quello di Berlusconi e quello Democratico. Nella realtà, invece, non è così. Se è ovviamente alternativa a Berlusconi non lo è al Pd. E’ una mancanza di chiarezza che riduce la costruzione di un’identità. La mia idea dell’Arcobaleno è che sia un elemento elettorale confederale. Se non ci sono più i comunisti, come ha dimostrato in Spagna Izuquierda Unida, alla fine la Sinistra non esiste più e, di conseguenza, l’antifascismo.


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