pe nun fà da piega alla
burattinata...
quanTo cosa è bella che...
proiettata...a scacchiera...
e dò operaia tore ja puro
donata...arossannose
le mura costruite...de sacrificio
pe renne libbero...er pensiero
..n'campo cò regole pe nà giocata...
dò tutti ponno esse n'mpartita...
...e ner frattempo
...pedone arfiere Re e Reggina...
che pe nummero de scala
e pe diversa Artezza e de pedata...
...nun ponno stà su nò
stesso...piano de casa..e mò
n'vece ce se...avvicina e
se cospira pe daje pittata...
e cioccata...da fòri...
stà sverniciata...arcobalenanno
cò mezzi toni che finischeno pe
esse solo neri...
se devia...cò tre
passi d'obbliqua e doppia...
retta...in'arzata...pe nun finì
mai sta baloccata e pe continuà...
n'disturbata stà gran...
pajacciata...tanto tore...sè
sbracata...
....dannoje spintarella pe
nà furba scarzata...
ma de storia...se
mattona quadrato e livella
...abbituata corona Dentata
lavora...come da prima e più
d'allora martellanno base
fatta bastija...e rientranno
a nòvo...da libbera statua n'più torita
...pe da spazzata a scacchiera...
defraudata...da nà finta
...Repubblica...
che sè circonnata da un'unica
democratica dittatura!
Simbolo che nun po esse
de propio sentimento coinvorto
..ma solo guardato...
avenno de suo...già parecchio
partecipato.
n'tanto er campidojo
...diventa marchio...vennenolo
pe suvenire su n'orologio.


«Il razzismo ha da essere cibo di tutti e per tutti, se veramente vogliamo che in Italia ci sia, e sia viva in tutti, la coscienza della razza. Il razzismo nostro deve essere quello del sangue, che scorre nelle mie vene, che io sento rifluire in me, e posso vedere, analizzare e confrontare col sangue degli altri. Non c’è che un attestato col quale si possa imporre l’altolà al meticciato e all’ebraismo: l’attestato del sangue»
Giorgio Almirante, da «La difesa della razza», 5 maggio 1942 (il testo a pagina 4)

George Soros su Roma


Sulmona: Iannone condannato a dieci mesi di reclusione ·
(la notizia è ripresa dal quotidiano "Il Centro" di martedì 27 maggio).
I fatti risalgono all'8 dicembre 2001 quando a Sulmona si tenne un concerto degli ZetaZeroAlfa al Piccolo Teatro di via Quatrario organizzato da alcuni ragazzi di estrema destra. Nel corso della serata entrarono nel locale alcuni giovani della sinistra che furono immediatamente picchiati. Un ragazzo fu anche ricoverato all'ospedale per fratture varie.

La giustizia Italiana!
Circeo, torna libero uno dei killer
Gianni Guido arrestato nel 1983 a Buenos Aires
ROMA - «Apprendere che uno dei tre massacratori del Circeo è stato scarcerato anzitempo non è una bella notizia». Così Silvana Mura, deputata dell' Idv, commenta l'affidamento in prova ai servizi sociali di Gianni Guido, come riferito dal «Corriere della Sera». «Per chi si è macchiato di delitti efferati come quello si dovrebbe buttare la chiave del carcere, o quanto meno fare in modo che sconti la sua pena fino all'ultimo minuto dell'ultimo giorno. In particolare - aggiunge Mura in una nota - per uno come Giovanni Guido che è evaso due volte e che se non fosse stato arrestato a Panama sarebbe rimasto uccel di bosco come Ghira».
IZZO - La parlamentare dell'Idv ricorda inoltre la «scelta scellerata» di aver ammesso ai servizi sociali Angelo Izzo, l'altro condannato per la strage del Circeo: nel 2005, dopo sei mesi di libertà vigilata, violentò e uccise una donna e sua figlia di 14 anni. Anche se nel caso di Guido lo sconto di pena è «minimo» - afferma Mura- «lo ritengo comunque un affronto alla memoria delle due vittime di quell'orrendo delitto».
LA STORIA - Guido finirà infatti di scontare la condanna nell'agosto del 2009 per essere stato, assieme ad Andrea Ghira (latitante, morto in Spagna nel 1994) e Angelo Izzo, tra i massacratori del Circeo: nel 1975 i tre giovani della borghesia romana drogarono, picchiarono e violentarono le giovani Rosaria Lopez e Donatella Colasanti. La prima fu annegata nella vasca da bagno, mentre la Colasanti si salvò perchè si finse morta.
L'AVVOCATO - «Visti i precedenti non è certamente l'epilogo più auspicato». Così l'avvocato Mauro Cimino, legale dei familiari di Donatella Colasanti, che fingendosi morta riuscì a salvarsi dal massacro del Circeo, ha commentato la notizia che è tornato libero, affidato ai servizi sociali, Gianni Guido. Cimino ricorda infatti che giá Izzo, in stato di semilibertà, tornò a colpire il 28 aprile del 2005 Maria Carmela Linciano e Valentina Maiorano, di 15 anni, rispettivamente moglie e figlia di Giovanni Maiorano, boss della Sacra Corona Unita che il massacratore del Circeo aveva conosciuto in carcere. «È stata sicuramente applicata la legge e su questo c'è poco da dire», ha aggiunto il legale sottolineando che secondo lui se Donatella Colasanti, morta a fine 2005 per una malattia, fosse ancora viva sicuramente «non avrebbe reagito bene a questa notizia». «Avrebbe combattuto - ha aggiunto Cimino - Avrebbe detto la sua anche nelle sede giudiziarie se fosse stato possibile».
30 maggio 2008

categoria:esoterica, san lorenzo, ar mitrajere, er gioco der porco, larfiere, er fascio moderno, volsci così colà, tore da fòri guardata





























