da n'marciapiede a n'giardino...
...scodinzolanno...o ringhianno...
ar primo sconosciuto...diventanno
pungolo de sistema...facennoje
da guardia ar propio bottino...e che
quanno uno sè stufato je se tira l'osso
da n'antra parte de prato...
...e tutto contento je core
appresso come se fosse stò
gran nòvo...gioco...
se ferma n'attimino...e cò lingua
de fora e tutta n'mpastata ...
se guarda ...cò lò
l'occhietto rinfrescato..
...er Padrone
..che chiameno co' stò nome ugualitario...
dicenno che jè Amico...
...e te lo squadra pe
dije ...che tè stato bbravo...
a riportaje n'dietro l'osso n'mano ..e cò
n'buffetto...nò scappellotto...
je dà er permesso...
...da fà puro er bisognino...
e dopo stò lavoro...je
arimedia la giusta razione ..
sempre però che nun sia
de più der minimo sindacale...
...e quanno c'è poca attenzione
o produzione...
de fiatone...lò s'aiuta attirannolo
sventolannoje...come n'testimone
er fazzoletto...usato pe asciugà
de solito er mocco...de n'mastino..
facennoje capì che nun cè sò
più differenze...tra de loro...
ne sociali scalate de gradino...
e che quest'urtimo però deve
...da stà sempre
..appiccicato ar comune amico...
dò viè de continuo coccolato...e
mantenuto....lucido e spazzolato...
e guardannose divertito er cagnolino
che se la suda pe n'biscottino e
quanno và bene na cartata de pappone...
..lui...
manco ce pensa a nà sgambettata
pe nun fasse casca nà goccia...
de sudore che je se potrebbe da n'impuzzolita
...mentre se la gode gustannose
n'ber tocco
de filetto...alla faccia de chi
core appresso all'osso avanzato..
che er padrone cò cura ja levato.
E se crede padrona e te vive
n'illusione de n'pensiero che
nun sia programmato a tavolino...
scambiannolo pe destino...o pe er caso...
n'fatto dò la Massa core appresso
...all'osso...diventanno solo che
Ammaestrato.

“Il caso P2 non va isolato, ma visto come manifestazione di una tendenza che ha radici antiche: non basterà una sconfitta elettorale per estirparle. Il nuovo governo deve fronteggiare le insidie della componente occulta della nostra storia”, Gaetano Arfè - 8 febbraio 2006

Napolitano, no a ex terroristi in tv
Durante celebrazione prima giornata vittime terrorismo e stragi
Il presidente si è detto inoltre "colpito e indignato" nei confronti di quegli ex terroristi finiti sotto i riflettori dei media, senza neanche essersi dimostrati completamente pentiti.
VIDEO - FAUSTO TINELLI - MARIO ZICCHIERI - Clicca
http://www.sisde.it/gnosis/Rivista5.nsf/ServNavig/10
Poi ce stà chi cià tutti i giorni pure conduzioni in Radio o in Tv...ma cò quelli ce s'apparenta...
[...]27 giugno 1980: alle 20,59 il Dc9 Itavia Bologna-Palermo scompare. I morti sono 81. La prima ipotesi e' di cedimento strutturale. Una telefonata a nome dei Nar:
Corriere della Sera: "Qui Nar. Vi informiano che sull'aereo caduto sulla rotta Bologna-Palermo viaggiava il camerata Marco Affatigato . Era sotto falso nome. Doveva compiere un'azione a Palermo. Per riconoscerlo vi diamo un particolare: aveva ai polsi un orologio Baume&Mercier". I Nar erano i famigerati Nuclei Armati Rivoluzionari, responsabili di delitti e stragi. Affatigato, classe 1956, di Lucca, era un noto estremista di destra più volte coinvolto in fatti di cronaca per aggressioni varie. Gli interrogativi sull'attendibilità o meno della telefonata durarono però solo alcune ore. Fu lo stesso Affatigato a farsi vivo con i familiari per rassicurarli del suo ottimo stato di salute. E la stessa Digos di Bologna escluse la presenza del fascista all'aeroporto per imbarcarsi sul Dc9 diretto a Palermo. Un chiarimento importantissimo che però lasciava un interrogativo: già il giorno dopo la sciagura chi e perchè incominciava a lastricare il disastro di Ustica di clamorosi depistaggi?...o mezze verità e mezze falsità per rendere le piste inattendibili
Marco Affatigato-Clicca Moby Prince: un caso ancora aperto
Nel '94 lavora a un progetto di "terzo polo" televisivo, con Tv Studio e Tiesse - soc. Le Sile - ed riceve CONTRIBUTI ALL’EDITORIA 2005 CONTRIBUTI ALLE TELEVISIONI – RIDUZIONI TARIFFARIE
RICONOSCIMENTO DEL DIRITTO AL RIMBORSO DELLE RIDUZIONI TARIFFARIE
(NELLA MISURA DEL 50%) APPLICATE ALLE UTENZE TELEFONICHE,
ELETTRICHE ED AI CANONI DI NOLEGGIO E ABBONAMENTO AI SERVIZI DI TELECOMUNICAZIONE, IVI COMPRESI I SISTEMI VIA SATELLITE
(aggiornati al 5 dicembre 2007)
Perciò le parole sò belle ma lì fatti sò Mejo!

9 ergastoli...liberi ...Internet...Telefono e Cellulare ..che Paese bizzarro!

Grave censura nel giorno della memoria
GRAVE CENSURA NEL GIORNO DELLA MEMORIA
Oggi, 9 maggio, “Giorno della memoria delle vittime di stragi e terrorismo, durante la cerimonia ufficiale che si è svolta davanti alCapo dello Stato. la Rai (radio televisione italiana) ha censurato il discorso del Presidente dell’Unione Vittime per Stragi Paolo Bolognesi.
Probabilmente la rai temeva che le sue parole si diffondessero nel Paese.
Questa è l’ennesima offesa alle vittime e alla ricerca della verità.
Il Presidente
Paolo Bolognesi

TESTO DEL DISCORSO CENSURATO DALLA RAI
Roma 9 maggio 2008
Questo intervento è il frutto di una riflessione dell’Unione Vittime per Stragi che comprende le associazioni delle vittime delle stragi: di Piazza Fontana di Milano del 12 dicembre del 1969, di Piazza della Loggia di Brescia del 28 maggio 1974, del Treno Italicus del 4 agosto del 1974, della Stazione Centrale di Bologna del 2 agosto 1980, del Treno Rapido 904 del 23 dicembre 1984, di Via dei Georgofili di Firenze del 27maggio 1993.
L’istituzione di una giornata per ricordare le vittime del terrorismo e delle stragi, voluto con determinazione dai familiari delle vittime, dal Presidente della Repubblica e da tutto il Parlamento, è un fatto estremamente importante, di cui è ampiamente condiviso l’alto valore etico, politico e sociale.
Il terrorismo ha indubbiamente segnato nel Paese pagine tragiche, ha messo a rischio la tenuta democratica delle nostre istituzioni, è stato sconfitto nelle sue forme più organizzate, ma non é morto, anzi é ancora vivo con frange pericolose, che gli organi preposti alla sicurezza in più occasioni hanno invitato a non sottovalutare.
Vi sono poi i terroristi che godono di grandi spazi pubblici come se i veri eroi fossero loro e non le vittime e chi ha perso la vita per contrastarli.
Nel corso degli anni abbiamo assistito ad una costante rimozione della verità: sono stati messi in cattedra i terroristi e le vittime hanno dovuto subire anche l’umiliazione degli assassini, inopinatamente divenuti opinionisti e dispensatori di consigli alle giovani generazioni per le loro scellerate esperienze di vita.
Commemorare le vittime del terrorismo e delle stragi ha quindi il valore alto del ricordo, la funzione vitale di strumento per la formazione delle nuove generazioni, che non sempre hanno vissuto direttamente quelle tragedie.
Ha il compito di ricordare il passato per evitare comunque nel futuro i drammi e le sofferenze di quelle tragiche fasi.
Dobbiamo ricordare che in Italia, dal dopoguerra ad oggi, vi sono state 14 stragi con un numero spaventoso di morti e feriti, ma che in nessuna di esse si è arrivati a colpire mandanti e ispiratori politici.
Alla fine degli anni 70, un noto neofascista spiegava a uno dei suoi adepti “che una strage non ha senso se non c’è chi può coglierne gli effetti politici”. Coloro che hanno utilizzato le stragi e il terrorismo per fini politici non sono stati individuati dai processi, sono ancora tra noi e sono impuniti.
Di quei tragici eventi lascia un ricordo particolarmente amaro il coinvolgimento degli apparati di sicurezza, fenomeno talmente esteso da chiamare in causa chi aveva su di essi poteri di nomina e controllo politico.
Il coinvolgimento di uomini dei servizi segreti nei depistaggi e nelle coperture date ai terroristi e l’impedire ai giudici di arrivare alla verità è un punto cruciale per la comprensione di quegli anni bui e non deve essere in alcun modo accantonato.
Ai parlamentari e ai rappresentanti delle istituzioni che oggi sono qui con noi, diciamo che sono qui non solo per ricordare le vittime, ma anche per prendere impegni dei quali i familiari e i cittadini nel prossimo anniversario chiederanno conto.
L’attuale Parlamento deve inaugurare una nuova stagione politica finalizzata alla ricerca della verità, ove non vi sia più spazio per segreti e reticenze, anche per dare un senso alla legge n. 124/2007 che recepisce in parte la proposta di legge di iniziativa popolare per l’”Abolizione del segreto di Stato nei delitti di strage e terrorismo”, presentata dalle associazioni delle vittime al Senato nel 1984.
Le leggi vanno applicate nella loro interezza, i decreti attuativi non debbono stravolgerne o limitarne l’esecuzione
E’ importante che chi ha attentato alla vita democratica del Paese venga finalmente punito.
Aprire gli armadi non deve essere solo uno slogan, a questo punto vi sono anche gli strumenti legislativi per farlo senza incertezze e reticenze
Pensiamo sia giunto il tempo per un giudizio anche politico sullo stragismo che determini l’allontanamento dalle istituzioni di chi lo ha favorito anche solo con la sua colpevole inerzia.
Il 9 maggio giorno della memoria deve essere anche il momento per fare il punto di una situazione ormai insostenibile per la disattenzione con cui vengono trattate le vittime dal Parlamento.
La legge 206/04 già approvata ” Nuove norme per le vittime del terrorismo e delle stragi di tali matrice” è in gran parte inattuata e disattesa.
Negli anniversari le promesse di soluzione vengono fatte per essere dimenticate durante tutto il resto dell’anno. È una situazione inaccettabile che vede i familiari sotto continua umiliazione per ottenere quanto previsto dalla legge. Occorre venga nominato un autorevole referente a cui convogliare le varie problematiche irrisolte per far sì che trovino tempestiva attuazione da parte delle rispettive amministrazioni.
Le altre leggi depositate in Parlamento quali: la “Legge quadro per l’assistenza alle vittime di reato”, la modifica dell’articolo 111 della Costituzione detto del “Giusto processo”, l’istituzione del “Reato di depistaggio”, oggi mancante in Italia, tutte queste leggi sono rimaste ferme da anni, legislatura dopo legislatura coperte da promesse e assicurazioni di ogni tipo per poi essere lasciate immobili nelle varie commissioni.
Credo sia importante un serio impegno da parte dei rappresentanti delle istituzioni e degli eletti del popolo affinché finisca questa situazione aberrante che vede le vittime ricordate negli anniversari, ma umiliate e derise per tutto il resto dell’anno.
Il Presidente
Paolo Bolognesi

categoria:er complotto, er cane nero, er pasquino, er controllo, er cane der padrone, er giochetto, er ritorno cò losso


























"La malasanità siciliana non è casuale. E’ un buco nero che inghiotte soldi e fabbrica carriere". Parla Claudio Fava, eurodeputato Ds.
